Ostrica veneta, nove produttori al Lido tra acquacoltura, storia e cucina sostenibile

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Ostrica veneta, prodotto della filiera regionale

Nove produttori hanno presentato al Lido l’ostrica allevata nelle acque venete, tra memoria lagunare, ricerca e cucina sostenibile.

L’ostrica veneta è stata al centro di un incontro al Lido di Venezia che ha riunito nove produttori attivi nelle aree costiere della regione. L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività regionali dedicate alla pesca e all’acquacoltura, ha messo insieme imprese, istituzioni e cucina d’autore, come documentano i materiali diffusi dalla Regione Veneto.

La produzione coinvolge realtà di Caorle, Chioggia, Porto Tolle e del Delta del Po. È un comparto che punta sulla diversificazione dell’acquacoltura e sul valore di un prodotto legato alle acque costiere venete. Il tema si collega agli interventi regionali a sostegno di agricoltura e pesca, settori esposti agli effetti delle calamità e ai cambiamenti degli ecosistemi.

Nel corso della presentazione è stato richiamato anche il legame storico tra l’ostricoltura e la laguna. A Lio Piccolo sono state individuate testimonianze di un antico impianto romano destinato all’allevamento e alla conservazione delle ostriche: una traccia che consente di leggere l’attività attuale non soltanto come opportunità economica, ma anche come recupero di una tradizione radicata nel territorio.

Ostrica veneta, nove realtà produttive tra laguna e Delta

All’appuntamento hanno partecipato l’assessore regionale alla Pesca Dario Bond e l’archeologo subacqueo Carlo Beltrame. Il confronto ha approfondito le prospettive di crescita della filiera, la qualità del prodotto e il ruolo dell’innovazione per rendere gli allevamenti compatibili con la tutela degli ambienti costieri.

La chef Chiara Pavan ha proposto una lettura gastronomica legata alla sostenibilità, mentre l’attrice Debora Caprioglio ha preso parte alla presentazione. Il dialogo tra produzione e ristorazione ha mostrato come l’ostrica veneta possa trovare spazio in una cucina contemporanea capace di valorizzare provenienza, stagionalità e identità locale.

Per i nove produttori l’iniziativa rappresenta una vetrina comune e un’occasione per far conoscere una filiera ancora giovane nella sua forma organizzata, ma fondata su competenze maturate nelle lagune e lungo il litorale. La sfida riguarda ora il consolidamento della produzione, la riconoscibilità sul mercato e la capacità di mantenere insieme qualità, sostenibilità ambientale e reddito per le imprese.