
Quattro temi guidano la strategia del Masterplan Vicenza 2030: cosa prevede per la città: abitare, formazione e lavoro, acqua e rapporto città-campagna. Le proposte per ex Consorzio Agrario, Mercato Ortofrutticolo ed ex Lanerossi e il collegamento con il Documento del Sindaco: dopo l’odierno Consiglio comunale cerchiamo di illustrarlo ai cittadini in modo comprensibile, anche se per forza di cose il testo non può essere troppo corto.
Dai quattro paesaggi alle tre aree di trasformazione: una guida ai contenuti del Masterplan Vicenza 2030
Recuperare edifici e aree inutilizzati, organizzare nuovi servizi nei quartieri, collegare abitazioni e luoghi di lavoro, rendere più accessibili parchi e corsi d’acqua. Sono alcuni dei contenuti del Masterplan Vicenza 2030, il documento elaborato da Arup Italia con il Comune per delineare una visione delle trasformazioni della città il cui report finale è stato presentato dall’amministrazione il 5 agosto 2026.
Il lavoro (leggi anche “Ex Zambon, ex Baronio, Consorzio Agrario e PP9: una clinica privata nello sviluppo urbano di Vicenza nell’area centrale di viale Trento“), affronta temi che incidono sulla vita quotidiana: la disponibilità di case, gli spostamenti, gli spazi per studiare e lavorare, il verde, le attività economiche e il rapporto con la campagna. Considera inoltre i cambiamenti legati all’Alta Velocità ferroviaria e le possibilità di recupero del patrimonio edilizio dismesso.
Che cos’è il Masterplan Vicenza 2030
Il Masterplan è un documento di indirizzo strategico: analizza il territorio, individua obiettivi e propone possibili assetti per alcune aree. Le sue indicazioni dovranno trovare applicazione attraverso gli strumenti urbanistici e la progettazione dei singoli interventi. Le planimetrie e le immagini degli edifici illustrano quindi le trasformazioni prospettate, con un livello di definizione che precede quello dei progetti esecutivi.
Il percorso comprende analisi territoriali, confronto con istituzioni e soggetti locali, elaborazione di una visione generale e approfondimenti progettuali. Una delle tappe è stata quella degli Stati Generali dell’Urbanistica del 15 gennaio 2026, dedicati alla presentazione della visione e al confronto attraverso tavoli tematici.
La visione prende il nome di «Intersezioni». Il termine riassume il metodo seguito: mettere in relazione casa, servizi, economia e ambiente, considerando come queste componenti possano convivere e collegarsi nelle diverse parti della città.
I quattro paesaggi: abitare, lavoro, acqua e campagna
Il documento organizza la strategia in quattro «paesaggi». La parola indica quattro aspetti della vita urbana, ciascuno associato a cinque obiettivi: abitare, formazione e lavoro, acqua, rapporto fra città e campagna.
Il paesaggio dell’abitare riguarda le case insieme ai servizi e agli spazi che permettono di vivere un quartiere. Le azioni comprendono il recupero degli immobili inutilizzati, il miglioramento degli edifici esistenti e un’offerta abitativa rivolta a esigenze differenti: famiglie, studenti, lavoratori temporanei, anziani e persone in condizioni di fragilità.
Sono considerate anche forme di abitare con locali e servizi condivisi. Il tema della casa viene collegato alla presenza di negozi, luoghi d’incontro, spazi pubblici e percorsi per raggiungere le altre parti della città.
Il paesaggio del sapere e del saper fare mette in relazione scuole, università, ricerca e attività produttive. Il Masterplan propone spazi per lo studio, laboratori, luoghi di lavoro condiviso e strutture di sostegno alla nascita di nuove imprese. A queste funzioni affianca l’attenzione ai servizi per studenti e lavoratori e alla riqualificazione delle aree produttive.
Il paesaggio dell’acqua riguarda fiumi, rogge e spazi verdi. Le proposte comprendono il collegamento fra aree naturali, il miglioramento delle condizioni ecologiche dei corsi d’acqua e percorsi che consentano di frequentarne le sponde.
Un altro aspetto è la gestione delle piogge: superfici capaci di lasciar filtrare l’acqua, spazi che possano trattenerla temporaneamente e interventi per affrontare precipitazioni intense. Alberi e vegetazione vengono considerati anche per l’ombreggiamento e la riduzione del caldo urbano.
Il paesaggio città-campagna affronta le relazioni fra i quartieri e il territorio agricolo. Comprende percorsi pedonali e ciclabili, orti urbani, vendita di prodotti locali, educazione alimentare e recupero di complessi rurali inutilizzati. Le attività agricole vengono collegate alle funzioni ambientali, ricreative e sociali degli spazi aperti.
I quattro paesaggi si sovrappongono. Un intervento di recupero può, per esempio, ospitare abitazioni e attività economiche, comprendere servizi e collegarsi a un parco attraverso un percorso ciclabile. È questa integrazione che il Masterplan rappresenta nelle tavole.
Le tre aree approfondite dal Masterplan
La strategia riguarda l’intero territorio comunale. Per mostrarne una possibile applicazione, il documento approfondisce tre ambiti prioritari nella parte occidentale della città, scelti considerando la compresenza dei diversi temi e attraverso il confronto con l’amministrazione.
Questi approfondimenti sono chiamati «metaprogetti»: studi che organizzano, a livello preliminare, funzioni, edifici, spazi aperti e collegamenti.
Ex Consorzio Agrario e PP9: abitazioni, ricerca e servizi
Il primo ambito riguarda l’ex Consorzio Agrario e PP9, vicino a viale Trento, per un’estensione complessiva indicata di 16,8 ettari. La proposta comprende residenze, alloggi per studenti e anziani, spazi per didattica e ricerca, laboratori e luoghi di lavoro condiviso.
Sono previste anche funzioni sanitarie: nel rapporto dei Metaprogetti compaiono la (nuova) clinica Villa Margherita all’ex Baronio, di cui abbiamo scritto qui (leggi anche “Ex Baronio di viale Trento, il Comitato Albera chiede al Comune una destinazione pubblica“) e una struttura complementare. L’edificio dell’ex Consorzio viene invece associato a coworking, cioè spazi di lavoro condivisi, attività di sostegno alle nuove imprese, aule e laboratori.
Il disegno comprende una piazza multifunzionale, parcheggi e percorsi pedonali e ciclabili. La roggia Seriola e i collegamenti con le aree verdi di via Fratelli Stuparich, dell’ex Zambon e di via Mameli fanno parte del sistema degli spazi aperti. Le tavole distinguono verde pubblico, corti interne e verde di pertinenza degli edifici.
Mercato Ortofrutticolo ed ex Dogana: cibo, sport e quartiere
Il secondo ambito comprende il Mercato Ortofrutticolo e l’ex Dogana, per 10,6 ettari. Il tema principale è il rapporto fra alimentazione, attività economiche, sport e vita di quartiere.
Il mercato è proposto come centro di un comparto dedicato al cibo, indicato nel documento come food district: un insieme di spazi per vendita di prodotti locali, ristorazione e iniziative culturali. Attorno a questo nucleo trovano posto attività per l’imprenditoria agricola, orti, serre e sperimentazione delle coltivazioni.
La proposta comprende inoltre attrezzature sportive, un centro comunitario, spazi per il mercato settimanale e abitazioni di edilizia sociale. Un asse pubblico pedonale e ciclabile collega le diverse funzioni. La ricicleria Ovest viene mantenuta, con una schermatura vegetale per ridurne l’impatto visivo.
Ex Lanerossi e Parco Retrone: innovazione e collegamenti con il fiume
Il terzo ambito riguarda l’ex Lanerossi e il Parco Retrone, nel quartiere Ferrovieri, per 20,2 ettari. Il Masterplan vi propone un polo per ricerca, innovazione e nuove imprese, accompagnato da spazi per attività culturali, sportive e ricreative.
Sono contemplate residenze temporanee a servizio delle attività insediate. Gli interventi sugli edifici comprendono ipotesi di recupero e di demolizione e ricostruzione, secondo le diverse parti del complesso.
Il collegamento con il quartiere e con il fiume avviene attraverso nuovi spazi pubblici e percorsi pedonali e ciclabili. Il documento considera anche una possibile estensione del Parco Retrone verso nord, sui terreni oggi incolti, per dare continuità alle aree naturali.
Nei tre ambiti ricorrono dunque funzioni diverse, percorsi di collegamento e interventi sugli spazi aperti. Le soluzioni illustrate comprendono anche alberature, coperture verdi, superfici permeabili e sistemi per trattenere temporaneamente l’acqua piovana.
Il rapporto con il Documento del Sindaco
Il passaggio dalla visione generale alle scelte urbanistiche è affrontato nel Documento del Sindaco per il Piano degli Interventi 2026, datato luglio 2026. Il testo richiama espressamente i quattro paesaggi e i tre metaprogetti, assumendo il Masterplan come riferimento strategico per la pianificazione.
Il Documento del Sindaco definisce priorità e criteri per il percorso di consultazione e per la formazione o revisione degli strumenti urbanistici. Fra i temi trattati figurano il recupero della città esistente, il distretto produttivo di Vicenza Ovest, il territorio agricolo, gli effetti della TAV e l’utilizzo dei crediti edilizi, ossia capacità edificatorie riconosciute da impiegare secondo le condizioni della pianificazione.
Il collegamento fra i documenti è quindi esplicito: il Masterplan delinea la visione complessiva; il Documento del Sindaco indica gli orientamenti per svilupparla sul piano urbanistico; gli strumenti e i progetti successivi ne definiranno le applicazioni.
I passaggi successivi e l’orizzonte del 2030
Il riferimento al 2030 costituisce l’orizzonte della strategia, che il Masterplan estende anche oltre quella data. Per i singoli interventi, i passaggi successivi dovranno precisare configurazione delle opere, risorse, tempi di realizzazione e modalità di gestione.
Fonti: Masterplan Vicenza 2030, rapporti di Analisi, Visione Strategica, Esiti Stati Generali, Metaprogetti e Report Finale, con le relative tavole; comunicazioni ufficiali del Comune sulla presentazione del Masterplan e sugli Stati Generali; Documento del Sindaco per il Piano degli Interventi 2026, disponibile nella pagina dedicata di Vicenza Forum Center.






























