
L’apertura della caccia del 20 settembre riaccende lo scontro politico: Andrea Zanoni critica le scelte del Governo e richiama dati su praticanti, clima e norme europee.
L’apertura della caccia generale, fissata per domenica 20 settembre, è al centro di un duro intervento di Andrea Zanoni, coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde. Nella nota diffusa dal movimento, collegato ad Alleanza Verdi e Sinistra, il dirigente definisce la stagione venatoria un rituale anacronistico e chiede alla politica di tenere maggiormente conto delle indicazioni scientifiche.
La posizione si inserisce in un confronto particolarmente acceso anche a livello regionale, dove calendari, preaperture e tutela della fauna hanno prodotto contestazioni e ricorsi. Sul tema è già intervenuto lo stesso esponente ambientalista in relazione alla preapertura della caccia in Veneto.
Zanoni cita i dati elaborati dalla Lega per l’abolizione della caccia sui tesserini della stagione 2025-2026: i praticanti sarebbero 429.484, pari allo 0,8 per cento della popolazione italiana considerata nel calcolo. Da questa cifra deriva la critica alla rappresentazione dei cacciatori come gruppo decisivo sul piano elettorale.
Apertura della caccia, i dati e le contestazioni richiamate da Zanoni
Il rappresentante di Europa Verde richiama inoltre sondaggi Ipsos Doxa secondo i quali soltanto una quota ridotta degli intervistati vorrebbe incentivare l’attività venatoria, mentre una larga maggioranza sarebbe favorevole all’abolizione. Si tratta di dati e valutazioni presentati dal soggetto politico che firma la nota e che alimentano una contrapposizione ormai consolidata con le associazioni del settore.
Un secondo punto riguarda le condizioni della fauna dopo un’estate segnata da ondate di calore e incendi. Zanoni sostiene che l’avvio della stagione possa aumentare la pressione su animali e habitat già colpiti dagli eventi climatici estremi. Per questo propone di dare priorità alla tutela della biodiversità e all’attuazione del Regolamento europeo sul ripristino della natura.
La critica investe anche la proposta di legge nazionale indicata dagli ambientalisti come “Caccia selvaggia”, accusata di ampliare tempi, specie e deroghe. Zanoni cita le osservazioni della commissaria europea all’Ambiente Jessika Roswall e le procedure d’infrazione avviate nel 2023 nei confronti dell’Italia per la caccia in periodi vietati e l’impiego di munizioni al piombo nelle zone umide.
La conclusione politica è netta: Europa Verde chiede di fermare la revisione della legge 157 del 1992 e ribadisce l’obiettivo programmatico dell’abolizione della caccia. L’intervento non rappresenta una valutazione neutrale sull’attività venatoria, ma la posizione dichiarata di un movimento politico e del suo osservatorio animalista alla vigilia dell’avvio generale della stagione.


































