Amianto nel cantiere TAV, Baldinato risponde all’interrogazione CCSV: “Non è il Comune a dover verificare i lavori”, Pilan non è soddisfatto

L'assessore all'Ambiente ha ricostruito la vicenda del ritrovamento di amianto nel cantiere Tav

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VIS per la TAV di Vicenza Amianto nel cantiere TAV

La questione amianto nel cantiere TAV di viale Verona a Vicenza è stata portata nell’ultimo Consiglio comunale dai consiglieri Mattia Pilan e Martina Corbetti, che lo scorso 19 agosto avevano presentato un’interrogazione con oggetto “Opere di realizzazione della TAV nella città di Vicenza: presenza di materiale contenente amianto nel cantiere di Viale Verona, sequestro dell’area e tutela della salute dei residenti”, rivolta al sindaco Giacomo Possamai.

Baldinato in Consiglio: “Non è competenza del Comune verificare i lavori”

A rispondere durante il Consiglio è stata poi l’assessore all’Ambiente Sara Baldinato che ha precisato fin da subito: “Per quanto riguarda i controlli relativi all’amianto all’interno dei cantieri dell’Alta Velocità-Alta Capacità non è competenza del Comune verificare dove siano ma è competenza di Arpav e Spisal”. Lo stesso piano dei lavori, relativo alle modalità di smaltimento amianto, non è stato trasmesso al Comune, motivo per cui l’Amministrazione non è stata avvisata subito del rilevamento dell’amianto, perché manca la competenza.

La replica di Mattia Pilan sull’amianto nel cantiere TAV

Ha preso la parola in Consiglio comunale Mattia Pilan, consigliere CCSV, che ha definito la situazione “paradossale” e “inaccettabile“, poiché i cantieri TAV sono in corso da mesi e non “è ancora chiara la procedura di verifica preventiva”. 

Martina Corbetti e Mattia Pilan
I consiglieri di Coalizione Civica – Sinistra Verdi, Martina Corbetti e Mattia Pilan

Pilan ha ricordato inoltre che già lo scorso anno lui e la consigliera Corbetti avevano presentato un’interpellanza che raccoglieva le denunce dei cittadini per quanto riguardava la dispersione delle polveri da demolizione dai cantieri TAV alle abitazioni: “Già allora avevamo chiesto di attivare delle misure di vigilanza dei cantieri TAV. Questa cosa evidentemente non è stata fatta dagli organismi preposti”.

La cosa più paradossale, secondo il consigliere di Coalizione Civica – Sinistra Verdi, è proprio che le lastre di amianto siano state segnalate dai residenti, sottolineando che nel caso di presenza del materiale in un’abitazione privata la procedura da seguire è molto rigorosa. In chiusura, Pilan ha chiesto se vi sia una cognizione sul tempo e le modalità di smaltimento delle lastre, evidenziando come i residenti siano pieni di dubbi per quanto riguarda i cantieri TAV.

Amianto nel cantiere TAV: la ricostruzione dei fatti

Ma andiamo con ordine, ripercorrendo con le parole di Baldinato le tappe per quanto riguarda il ritrovamento dell’amianto nel cantiere TAV: il 17 agosto scorso è arrivata una segnalazione, prima ad Arpav – che ha effettuato la prima perlustrazione immediatamente -, e poi al Comune, rilevante la presenza di amianto sul tetto dell’edificio e la contestuale demolizione del palazzo. Il giorno successivo il Comune, assieme ad Arpav, Spisal e Iricav 2 – che ha dato l’appalto per quei lavori a Ballarini srl – ha fatto un ulteriore sopralluogo.

I rilievi fotografici eseguiti dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale hanno rilevato la presenza di “lastre di amianto e un successivo stoccaggio delle stesse al di sotto del tetto posto nella porzione sud dell’edificio, ed erano ancora presenti materiali provenienti dalla demolizione“.

Facendo un ulteriore passo indietro nel tempo, il 29 luglio la ditta Bogoni Scavi – che si occupa delle operazioni di demolizione e preparazione delle aree di cantiere – ha presentato il piano di lavoro all’Ufficio Spisal, ovvero il documento obbligatorio che l’impresa specializzata deve predisporre prima di iniziare qualsiasi attività di demolizione, rimozione, bonifica o manutenzione su materiali contenenti amianto e che indica le tempistiche e le modalità di smaltimento.

L’11 agosto successivo lo Spisal aveva fatto una richiesta di integrazioni che non è mai stata soddisfatta; di conseguenza, ha ricordato Baldinato, “Tutto quello che è avvenuto in data 17 agosto è avvenuto in un tempo che non doveva succedere, perché il cantiere doveva essere fermo”, e dunque non dovevano esserci nemmeno controlli.

In data 19 agosto, il Comune è, comunque, intervenuto con un’ordinanza che ha imposto un monitoraggio dell’aria, per cui sono state fatte diverse analisi da parte di Arpav e Iricav, i cui esiti si trovano sul sito di Arpav. L’assessore all’Ambiente ha fatto sapere che l’area è in sicurezza e c’è stato uno svincolo parziale per riaprire la strada in vista della ripresa delle scuole.

Attualmente, Arpav sta attendendo un piano di smaltimento dei rifiuti (il cumulo coperto per bloccare le polveri, ma che non presenta amianto): “L’area non presenta alcun deposito di amianto che è stato imballato con le modalità previste e messo in sicurezza. […] Alle tante domande che mi avete fatto, tipo se la procedura di strip-out sia fatta nel modo corretto, io personalmente non mi sento di rispondere perché c’è un giudice che sta facendo le sue indagini” ha sottolineato nel suo intervento Baldinato.

Fatto sta, questa la conclusione pragmatica di Pilan, è che il cantiere ad oggi è ancora sotto sequestro, ma i cittadini sono preoccupati per la loro salute e la mancanza di tutele, lo dice bene la manifestazione pubblica di qualche giorno fa.