Assemblea diocesana a Vicenza, il vescovo Brugnotto indica quattro parole chiave

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L’assemblea diocesana a Vicenza riunisce oltre 800 persone al Teatro Comunale: il vescovo Giuliano Brugnotto indica quattro parole chiave e il cammino pastorale del prossimo triennio.

L’assemblea diocesana a Vicenza ha aperto sabato 19 settembre il nuovo anno pastorale. Al Teatro Comunale si sono ritrovati più di 800 partecipanti tra catechisti, educatori, animatori, sacerdoti, religiosi, componenti dei consigli pastorali e gruppi ministeriali. La Diocesi di Vicenza presenta l’incontro come un confronto sulle comunità cristiane capaci di generare nuovi percorsi di fede.

Il tema scelto, “Comunità cristiane generative. Riscoprire il dono della fede”, ha guidato gli interventi della mattinata. L’appuntamento si colloca nel processo di rinnovamento organizzativo e pastorale che comprende anche la recente riforma della Curia di Vicenza.

Don Michele Roselli, vicario episcopale per la formazione permanente del clero e direttore dell’ufficio catechistico di Torino, ha invitato a non leggere soltanto in modo negativo la diminuzione della partecipazione religiosa. A suo giudizio esistono anche nuovi “ricominciamenti”, con adulti che riprendono il cammino di fede in tempi e modalità non sempre lineari.

Roselli ha proposto di creare luoghi di incontro anche fuori dalle parrocchie, collaborando con altre istituzioni e riducendo la distanza percepita rispetto alla Chiesa. Ascolto, ospitalità e apprendimento reciproco sono stati indicati come elementi centrali dell’evangelizzazione.

Assemblea diocesana a Vicenza, il percorso pastorale fino al 2029

Nella seconda parte dell’incontro il vescovo Giuliano Brugnotto ha annunciato la lettera pastorale Voi siete la luce del mondo, di prossima pubblicazione. Il documento traccerà il cammino sinodale del triennio durante il quale la Chiesa vicentina dovrà assumere decisioni sull’annuncio del Vangelo, sui ministeri e sulle strutture ecclesiali.

Brugnotto ha consegnato quattro parole: doglie, luce, intelligenza artificiale e comunità cristiane. Le ha utilizzate per interpretare le difficoltà attraversate dalle parrocchie e le domande poste dalle trasformazioni tecnologiche. L’intelligenza artificiale, ha osservato, offre opportunità ma comporta anche rischi che interrogano la fede e l’attività educativa.

Nel 2026-2027 l’attenzione sarà rivolta ai tradizionali luoghi formativi ecclesiali, dai percorsi battesimali all’Azione Cattolica e all’Agesci, fino alla preparazione ai sacramenti per giovani e adulti. Nell’anno successivo la diocesi intende lavorare sul riconoscimento dei carismi e sull’attivazione di nuovi ministeri e servizi nelle comunità.

Il 2028-2029 sarà invece dedicato alla riforma delle strutture parrocchiali e diocesane, con l’obiettivo di impedire che diventino un peso amministrativo. Il vescovo ha chiuso ringraziando quanti lavorano nell’educazione e nella formazione delle nuove generazioni, affidando all’assemblea l’avvio di un percorso che dovrà tradurre le quattro parole in scelte concrete.