Pontida, Lega al ‘test’ del pratone. Salvini chiede unità: “Vinciamo se forti e liberi da Nord a Sud”

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(Adnkronos) – La Lega serra le fila e alla vigilia della giornata clou di oggi, domenica 20 settembre, a Pontida la parola d’ordine che più risuona è unità. “La Lega vince solo se unita, forte e libera da Nord a Sud” è il messaggio che il segretario Matteo Salvini lancia dal palco ai giovani. “Per cambiare la storia occorre coraggio, visione, determinazione e pazienza. Non bisogna mai mollare nel bene e nel male, mai montarsi la testa con il vento in poppa e mai deprimersi quando c’è da rimboccarsi le maniche” aggiunge.  

Anche da Massimiliano Romeo, capogruppo leghista al Senato, arriva l’auspicio che non ci siano contestazioni. Un appello che sarà nelle mani dei militanti: i fischi (ieri assenti) sembrano scongiurati, ma il rischio resta nell’aria a riprova che le sfide all’interno del Carroccio restano da affrontare dopo che uno sparuto fronte interno ha marcato le istanze più ‘nordiste’. Beghe interne che non sembrano spaventare Salvini concentrato su mesi che si preannunciano densi di sfide. Immigrazione, remigrazione e sicurezza, ma anche autonomia e temi più economici sono gli argomenti chiave che dovranno mettere d’accordo le diverse anime del Carroccio che guarda al futuro, ma con “radici salde” nel passato.  

Dai militanti della prima ora è arrivato nel pomeriggio di ieri l’omaggio al fondatore Umberto Bossi, scomparso quest’anno. Il ministro Roberto Calderoli – pronto a ricordare che il ruolo di Salvini è legittimato dal voto del congresso – ha partecipato alla cerimonia (è stato piantato un ulivo, simbolo di pace) e alla Messa. Salvini ha preferito ricordarlo dal palco sottolineando come “un visionario coraggioso” che “ha ridato voce e dignità a un popolo”. Un messaggio – nel giorno in cui il Senatur avrebbe compiuto 85 anni – accolto da un’ovazione dai giovani, a cui ha ricordato la virtù della pazienza: “Uno a vent’anni vuole fare la rivoluzione”, ma “alcuni risultati di cui avete sentito parlare oggi, faccio l’esempio dell’autonomia e del federalismo fiscale, sono realtà dopo 36 anni”.  

All’esercizio della resistenza sembra invitare anche Calderoli. “I partiti e la politica hanno alti e bassi, non è che bisogna farsela addosso tutte le volte. Ci sono dei cicli e ricicli. Quando vai giu’, poi torni su. Quando c’è bello, magari viene brutto. Ma se c’è brutto, magari poi viene bello”. Oggi, su un pratone che vede 200 giornalisti accreditati, la Lega aspetta il sole.  

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