Ferrovia Vicenza-Schio, Dalla Pozza e Cunegato chiedono fondi certi dopo il vertice con RFI

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Elettrificazione della ferrovia Vicenza-Schio, incontro di Regione e RFI a Schio

Per la ferrovia Vicenza-Schio i consiglieri regionali Antonio Dalla Pozza e Carlo Cunegato giudicano utili le risposte tecniche di RFI, ma chiedono alla Regione di ottenere i finanziamenti necessari.

La ferrovia Vicenza-Schio può essere potenziata, ma secondo Antonio Dalla Pozza del Pd e Carlo Cunegato di AVS il passaggio decisivo resta quello delle risorse. I due consiglieri regionali intervengono dopo l’incontro convocato a Schio dalla Regione con RFI, amministratori locali e categorie economiche. Nella nota diffusa dal Consiglio regionale del Veneto, apprezzano la convocazione del tavolo e chiedono che la Regione solleciti il Governo a finanziare gli interventi sulla linea. Le loro valutazioni politiche si aggiungono al quadro dei lavori e delle ipotesi tecniche emerso nell’incontro.

Il confronto si è concentrato sull’elettrificazione, sulla soppressione dei passaggi a livello e sul miglioramento dell’accessibilità delle stazioni. Le proposte di RFI e della Regione erano state illustrate nel resoconto del vertice sulla linea Vicenza-Schio. Ora i due esponenti dell’opposizione spostano l’attenzione dal progetto alla sua copertura economica: una distinzione essenziale, perché la fattibilità tecnica non equivale alla disponibilità dei fondi per realizzare l’opera.

Ferrovia Vicenza-Schio, la richiesta sui finanziamenti

Dalla Pozza definisce soddisfacenti le risposte tecniche ricevute e ritiene che il potenziamento porterebbe valore al territorio. Cunegato indica in 90 milioni di euro il fabbisogno per la sola elettrificazione e in 3,5 milioni le risorse oggi disponibili. Sono cifre riferite dal consigliere nella sua dichiarazione, cui si aggiungerebbero gli importi per eliminare i passaggi a livello. Proprio sulla provenienza delle somme mancanti, sostiene, non sarebbe arrivata una risposta durante il tavolo.

Per i due consiglieri la Regione dovrebbe quindi farsi parte attiva presso il Governo. Chiedono inoltre di portare a conclusione il progetto dell’elettrificazione e di procedere in parallelo con la progettazione della soppressione dei passaggi a livello, senza subordinare rigidamente un intervento all’altro. Temono che legare tutte le opere in un unico percorso possa allungare i tempi di un’infrastruttura attesa dal Vicentino.

Nella loro ricostruzione, una volta reperito il finanziamento servirebbero altri cinque anni per realizzare l’elettrificazione. Anche questa è una previsione attribuita ai firmatari, non una data di apertura del cantiere. La questione che pongono è dunque concreta: quali risorse saranno impegnate, con quali atti e in quale sequenza. Finché non arriveranno risposte su questi punti, concludono Dalla Pozza e Cunegato, il rischio è che l’impegno politico resti senza un calendario operativo.