
Il decreto ministeriale entrato in vigore il 26 settembre fissa standard uniformi per custodia, accessi, inventari e smaltimento dei medicinali controllati.
La sicurezza del fentanyl nelle strutture sanitarie entra in una fase operativa: il decreto del Ministero della Salute del 15 settembre 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre ed efficace dal giorno successivo, concede 90 giorni per adeguare procedure e controlli. Il termine indicato è il 25 dicembre. Il testo ufficiale e i relativi aggiornamenti sono consultabili attraverso il Ministero della Salute.
Le nuove regole riguardano i medicinali stupefacenti e psicotropi inclusi nelle sezioni A, B e C del Dpr 309/1990. Le strutture dovranno definire responsabilità, modalità di custodia, autorizzazioni di accesso e tracciabilità di ogni movimento. È prevista anche una riconciliazione fisica e contabile delle giacenze con cadenza di 48 ore, oltre a una catena documentata per restituzione e smaltimento.
Il provvedimento arriva dopo episodi che hanno mostrato la vulnerabilità dei sistemi di controllo, compreso il furto di 80 fiale di fentanyl avvenuto in un ospedale romano. Sul tema ViPiù aveva già riferito delle indagini sul furto delle fiale. La misura punta a ridurre sottrazioni, errori e discrepanze senza compromettere l’accesso terapeutico ai farmaci necessari.
Sicurezza del fentanyl nelle strutture sanitarie: procedure da aggiornare
Secondo Giovanna Russo, responsabile Affari legali e compliance del Gruppo Ecosafety, i 90 giorni non vanno letti come un semplice adempimento formale: servono a ridisegnare i processi di sicurezza, individuare i punti deboli e assegnare responsabilità verificabili. Cinzia Colagrossi, responsabile tecnica, richiama invece la necessità di integrare registri, controlli fisici e formazione del personale.
L’adeguamento coinvolge direzioni sanitarie, farmacie ospedaliere, reparti, servizi di sicurezza e gestione del rischio. La sicurezza del fentanyl nelle strutture sanitarie dipenderà quindi non soltanto da armadi e sistemi di chiusura, ma dalla qualità della documentazione e dalla capacità di segnalare tempestivamente ogni anomalia. L’obiettivo indicato dal decreto è creare un livello minimo uniforme in tutto il Paese, rafforzando la tutela dei pazienti e degli operatori.

































