Vicenza, controlli sui gruppi giovanili: sequestrato un tirapugni ai Giardini Salvi

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Controlli sui gruppi giovanili a Vicenza, pattuglia dei Carabinieri in servizio

Un diciannovenne è stato denunciato dopo una perquisizione ai Giardini Salvi. Identificati anche altri giovanissimi, tra cui due minorenni.

I controlli sui gruppi giovanili a Vicenza hanno portato alla denuncia in stato di libertà di un diciannovenne per porto di armi od oggetti atti ad offendere. L’intervento dei militari della Stazione Carabinieri di Vicenza è avvenuto all’interno dei Giardini Salvi, nell’ambito dei servizi contro microcriminalità e devianze giovanili illustrati dall’Arma dei Carabinieri.

Durante la perquisizione personale, secondo quanto riferito dal Comando provinciale, il ragazzo è stato trovato in possesso di un tirapugni in metallo con noccoliere appuntite. L’oggetto è stato immediatamente sequestrato. L’operazione si inserisce nel dispositivo di sicurezza rafforzato in città, dopo i controlli disposti nel centro di Vicenza e nell’area della stazione.

I Carabinieri hanno identificato anche gli altri componenti del gruppo. Tra loro c’erano due minorenni, uno dei quali non aveva ancora compiuto quattordici anni. Sempre stando alla nota, i giovani controllati risultavano già gravati da precedenti di polizia.

Controlli sui gruppi giovanili a Vicenza, il materiale trovato

Nel borsello di un altro diciannovenne i militari hanno rinvenuto un passamontagna nero e un cappellino. Gli indumenti, osservano gli investigatori, possono essere utilizzati per coprire rapidamente il volto. Il ritrovamento è stato valutato con particolare attenzione anche in vista delle manifestazioni pubbliche previste nel periodo.

Il Comando provinciale spiega che l’attività rientra in una più ampia azione di prevenzione dei reati commessi da giovani e giovanissimi. Il sequestro di strumenti atti ad offendere e il monitoraggio di situazioni potenzialmente critiche sono finalizzati a prevenire episodi di violenza urbana e a tutelare l’ordine pubblico.

La denuncia non equivale a una condanna. Per il principio costituzionale della presunzione di innocenza, la responsabilità della persona sottoposta a indagini potrà essere accertata in via definitiva soltanto con una sentenza irrevocabile dell’autorità giudiziaria.