
Il segretario provinciale Carlo Fontana contesta la gestione dell’ordine pubblico durante la manifestazione del 30 ottobre e riferisce di giovani rimasti feriti o intossicati.
La reazione di Sinistra Italiana al corteo di Vicenza è affidata a una nota del segretario provinciale Carlo Fontana. Il partito denuncia l’impiego di idranti e lacrimogeni durante la manifestazione studentesca e sostiene che i dispositivi siano stati usati anche contro persone pacifiche. Le regole generali sulla gestione delle manifestazioni rientrano nelle competenze del Ministero dell’Interno.
La presa di posizione arriva dopo le tensioni registrate a Ponte Alto, dove il corteo ha incontrato lo schieramento delle forze dell’ordine. La cronaca della giornata ha riferito anche di petardi, manifestanti feriti e agenti contusi, in un quadro sul quale potranno essere svolti accertamenti.
Il comunicato costituisce una reazione politica alla manifestazione del 30 ottobre e agli scontri avvenuti a Vicenza. Fontana esprime solidarietà agli studenti e alle studentesse e afferma che nel corteo fossero presenti anche esponenti del partito.
Reazione di Sinistra Italiana al corteo di Vicenza
Secondo la nota, i lacrimogeni sarebbero stati lanciati in mezzo al corteo, coinvolgendo persone che non avevano preso parte ad azioni violente. Viene inoltre riferito il caso di una ragazza colpita alla testa e di giovani con forti irritazioni agli occhi.
Sinistra Italiana interpreta quanto accaduto come parte di una strategia nazionale di criminalizzazione del dissenso e collega Vicenza ad altre piazze italiane. Si tratta di una valutazione politica, che dovrà essere confrontata con le ricostruzioni delle autorità e con le immagini disponibili.
La gestione dell’ordine pubblico in una manifestazione richiede di distinguere responsabilità individuali, tutela dei partecipanti e sicurezza degli operatori. Per ricostruire la sequenza saranno rilevanti video, testimonianze, referti e comunicazioni ufficiali delle parti coinvolte.
La reazione di Sinistra Italiana al corteo di Vicenza chiede infine le dimissioni della presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno. Il confronto politico proseguirà mentre vengono verificati numero e condizioni delle persone rimaste coinvolte.






































