Elezioni Usa midterm, cosa si decide: dalla chiusura dei seggi ai risultati, guida alla notte elettorale

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(Adnkronos) –
Oltre 230 milioni di americani sono chiamati oggi martedì 3 novembre alle urne per le elezioni di midterm, che decideranno gli equilibri del Congresso e potrebbero condizionare profondamente la seconda metà del mandato del presidente Donald Trump. In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti, 35 dei 100 seggi del Senato e i governatorati di 36 Stati. I repubblicani controllano attualmente entrambi i rami del Congresso, ma i democratici puntano a riconquistare la maggioranza, per la quale avrebbero bisogno di un guadagno netto di almeno tre seggi alla Camera e quattro al Senato.  

La lunga notte elettorale prenderà il via alla mezzanotte italiana, con la chiusura dei primi seggi in alcune zone dell’Indiana e del Kentucky, mentre i primi risultati cominceranno ad arrivare poco dopo. 

La chiusura dei seggi avverrà gradualmente, seguendo i diversi fusi orari degli Stati Uniti. All’una di mercoledì 4 novembre mattina, ora italiana, termineranno le votazioni in Georgia, Virginia, South Carolina e Vermont, mentre alle 1.30 sarà la volta di Ohio e North Carolina. Alle 2 chiuderanno i seggi in numerosi Stati, tra cui Pennsylvania, Maine e gran parte di Texas, Michigan e Kansas. Un’ora più tardi toccherà a New York, Iowa, Wisconsin e Arizona, oltre alle restanti zone di Texas e Michigan. Alle 4 termineranno le votazioni in Nevada, Utah e Montana, mentre alle 5 chiuderanno i seggi in California e Washington. Gli ultimi voti arriveranno fino alle 6 del mattino in gran parte dell’Alaska e alle Hawaii, e fino alle 7 in alcune zone delle isole Aleutine. 

Le prime indicazioni sulle priorità degli elettori arriveranno già alle 23 di oggi, con la diffusione degli exit poll, ma per capire quale partito potrebbe conquistare il controllo del Congresso bisognerà attendere i risultati degli Stati più contesi. Tra i primi appuntamenti da seguire ci sarà l’Ohio, dove i seggi chiuderanno alle 1.30, seguito mezz’ora più tardi dal Maine e dalle prime indicazioni provenienti da Texas e Michigan. Alle 3 sarà la volta dell’Iowa, mentre per l’Alaska, dove la democratica Mary Peltola sfida il senatore repubblicano uscente Dan Sullivan, bisognerà attendere almeno le prime ore del mattino italiano. 

Non è detto, tuttavia, che il controllo del Congresso venga deciso già nella notte. Ogni Stato americano gestisce autonomamente le operazioni elettorali e lo scrutinio, con regole diverse per il conteggio dei voti anticipati e di quelli espressi per corrispondenza. Le principali testate americane potranno indicare i vincitori delle singole sfide quando i dati disponibili consentiranno di farlo con sufficiente certezza, anche prima della conclusione ufficiale dello spoglio.  

Nelle competizioni più equilibrate, però, potrebbero essere necessari giorni o persino settimane per conoscere i risultati definitivi, soprattutto in caso di riconteggi o ricorsi giudiziari. Particolare attenzione sarà rivolta all’Alaska, dove il sistema di voto a preferenze ordinate potrebbe allungare ulteriormente i tempi dello scrutinio. 

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