
La variazione del bilancio Veneto è giudicata da Riccardo Szumski insufficiente per investimenti, sanità e territori di confine, anche per il peso della Pedemontana.
La variazione del bilancio Veneto è «asfittica» secondo Riccardo Szumski, consigliere regionale di Resistere Veneto. In due comunicati esaminati nello stesso run, uno inviato dal suo ufficio e uno dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale, Szumski attribuisce la limitata capacità di manovra agli accantonamenti già vincolati e al costo crescente della Superstrada Pedemontana Veneta.
Il consigliere sostiene che, su un totale indicato di 160 milioni di euro, la reale capacità residua di investimento scenda a dieci milioni. Contesta inoltre la scelta di destinare 160 milioni a quattro chilometri di viabilità regionale mentre la Statale 309 Romea, collegamento strategico verso il sud del Veneto, resterebbe priva degli interventi necessari.
Variazione del bilancio Veneto, sanità e territori marginali
Szumski collega la manovra anche al sottofinanziamento della sanità e torna a chiedere che il residuo fiscale veneto venga valorizzato nella distribuzione delle risorse. La critica alla gestione della Pedemontana prosegue una posizione già espressa con la richiesta di una operazione verità su costi e pedaggi della Superstrada.
Un altro capitolo riguarda i comuni di confine e i proventi dei contenziosi sui canoni idroelettrici Enel. Il consigliere chiede che le somme siano sbloccate e trasferite ai territori secondo le norme vigenti, giudicando insufficienti i 200 mila euro finora stanziati. Richiama inoltre il nuovo referendum ipotizzato a San Michele al Tagliamento per il passaggio al Friuli e la chiusura del Punto nascita di Portogruaro.
Resistere Veneto ha presentato ordini del giorno e propone un patto con i sindaci del Portogruarese. Il voto del gruppo sulla variazione del bilancio Veneto, conclude Szumski, dipenderà dagli impegni assunti dalla maggioranza regionale sui temi indicati.































