Pedemontana veneta, Szumski chiede a Stefani un’operazione verità su costi e pedaggi

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Pedemontana veneta operazione verità su costi e pedaggi

Riccardo Szumski chiede al presidente Alberto Stefani dati chiari sul divario tra pedaggi e canone e proposte per correggere gli effetti sui conti regionali.

Una Pedemontana veneta operazione verità è la richiesta rivolta dal consigliere regionale Riccardo Szumski al presidente Alberto Stefani. L’esponente di Resistere Veneto contesta le previsioni economiche dell’infrastruttura e chiede di rendere trasparente il rapporto tra entrate da pedaggio e canone dovuto al concessionario, mentre i dati generali del collegamento sono pubblicati dal gestore della Superstrada Pedemontana Veneta.

Szumski critica l’ipotesi secondo cui il caro carburante avrebbe ridotto il traffico rispetto alle stime. Nella sua valutazione, le difficoltà non dipendono soltanto da fattori congiunturali, ma da un impianto finanziario che trasferisce sulla Regione il rischio legato alla domanda.

Le criticità dell’opera erano state richiamate anche nella parifica del bilancio regionale, ricostruita nell’articolo sulla Corte dei Conti e sui costi di Pedemontana e Olimpiadi. Il nuovo intervento politico chiede ora al presidente della Regione di indicare non soltanto le responsabilità passate, ma soprattutto i rimedi possibili.

Il consigliere sostiene che le entrate dei pedaggi non coprano il canone annuale e quantifica il divario in oltre 60 milioni di euro. La cifra e le valutazioni appartengono alla nota di Resistere Veneto e dovranno essere confrontate con i consuntivi ufficiali.

Pedemontana veneta operazione verità sui conti fino al 2060

Szumski richiama le previsioni del bilancio regionale: per il 2027 e il 2028 il canone sarebbe calcolato anche sulla base dell’inflazione stimata, mentre negli anni successivi il disavanzo dovrebbe ridursi grazie a una crescita prevista dei pedaggi più rapida di quella del canone.

Proprio la natura previsionale di questi valori è al centro della critica. Secondo il consigliere, l’aumento del canone è più certo delle entrate future e rende necessario pubblicare in modo accessibile il divario effettivo tra quanto incassato e quanto versato al concessionario.

Come soluzione politica, Resistere Veneto propone l’autogoverno regionale e la gestione interna della rete stradale e autostradale. È una posizione di parte, attribuita esplicitamente al gruppo, che apre un confronto sulle alternative contrattuali e istituzionali disponibili.

La richiesta di una Pedemontana veneta operazione verità porta quindi al centro due questioni: la trasparenza dei numeri attuali e la responsabilità delle scelte future. La risposta della Giunta dovrà chiarire dati, proiezioni e margini concreti di intervento sull’accordo che accompagna l’opera fino al 2060.