Tagli alla scuola, Azione Veneto: il calo degli studenti diventi occasione per investire

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Tagli alla scuola, aula italiana vuota con banchi, lavagna e materiale didattico

I tagli alla scuola legati al calo demografico non devono trasformarsi in una semplice riduzione di docenti e risorse: Azione Veneto propone di usare la diminuzione degli studenti per rendere l’istruzione più equa, aperta e capace di orientare.

La presa di posizione, firmata da Francesca Carli, responsabile delle politiche educative di Azione Veneto, interviene nel confronto sugli organici previsti dalla manovra. Il quadro nazionale può essere seguito attraverso i provvedimenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, mentre il partito chiede che le risorse liberate dalla denatalità rimangano nel sistema scolastico.

Secondo Carli, meno alunni potrebbero consentire classi meno affollate dove necessario, più tempo pieno e attività pomeridiane, una maggiore autonomia degli istituti e investimenti sul benessere psicologico. La posizione si inserisce nel dibattito veneto su organici, servizi e qualità dell’offerta scolastica.

Tagli alla scuola e orientamento: la proposta di Azione Veneto

Il punto centrale indicato nella nota è l’orientamento, da iniziare già nella scuola media. La scelta del percorso successivo, sostiene Azione, continua a essere condizionata dal titolo di studio dei genitori, dal reddito e dall’ambiente familiare, anche quando i risultati scolastici degli studenti sono simili.

Aprire gli istituti nel pomeriggio, in questa prospettiva, non significa soltanto aggiungere ore di lezione. Sport, musica, teatro, arte, laboratori e incontri con professionisti e imprese potrebbero aiutare ragazzi e ragazze a conoscere interessi e capacità che rischiano altrimenti di restare inespressi. Associazioni e realtà del territorio potrebbero contribuire, insieme a figure specializzate nell’accompagnamento delle scelte.

L’obiettivo dichiarato non è indirizzare più studenti verso un singolo tipo di istituto, ma ridurre il peso delle condizioni di partenza. Per Azione Veneto il calo demografico dovrebbe quindi diventare l’occasione per investire in una scuola più personalizzata, anziché giustificare nuovi tagli alla scuola e agli organici.