
Il coordinamento incontra l’assessore Gino Gerosa a Palazzo Balbi e propone un tavolo permanente, controlli estesi e piena trasparenza sulla bonifica Miteni.
I PFAS in Veneto saranno al centro dell’incontro in programma venerdì 6 novembre a Palazzo Balbi tra l’assessore regionale Gino Gerosa e Rete Zero PFAS Veneto. Il coordinamento porterà nove richieste su salute, alimenti, acque, suoli e bonifica dell’ex stabilimento Miteni. Le proposte e le attività della rete sono illustrate sul portale Zero PFAS Italia.
Il primo punto riguarda l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che coinvolga istituzioni, comunità scientifica e associazioni. Seguono la richiesta di filiere alimentari e mense pubbliche libere dalla contaminazione e l’estensione della sorveglianza sanitaria a tutte le aziende sanitarie venete.
La rete propone inoltre analisi del sangue accessibili attraverso i medici di base e una formazione specifica per i professionisti sanitari. Il confronto arriva dopo anni di mobilitazione nel territorio, proseguita anche con il convegno nazionale di Rete Zero PFAS ad Arzignano.
PFAS in Veneto, dalle analisi alla bonifica Miteni
Tra le richieste ambientali figurano controlli sull’acqua irrigua e sui pozzi privati, monitoraggi di suolo e aria e limiti specifici per le emissioni degli impianti di incenerimento. L’obiettivo è seguire le diverse vie attraverso cui le sostanze possono entrare nell’ambiente e nella catena alimentare.
Un capitolo centrale riguarda la bonifica completa dell’area ex Miteni e la partecipazione effettiva della società civile alle decisioni. Rete Zero PFAS chiede che tempi, responsabilità e risultati siano verificabili, evitando che la chiusura dell’impianto coincida con una riduzione dell’attenzione pubblica.
Il nono punto sollecita un portale trasparente e aggiornato, capace di riunire dati sanitari e ambientali e di rendere accessibili anche gli esiti del progetto Life Phoenix. Durante l’incontro sarà consegnato anche il documento dei “Sette capisaldi” per un divieto nazionale, sostenuto da 144 amministrazioni.
Il tavolo con la Regione dovrà chiarire quali misure potranno essere adottate, con quali risorse e in quali tempi. Per chi vive nelle aree contaminate, la gestione dei PFAS in Veneto resta infatti una questione quotidiana di prevenzione, informazione e fiducia nelle istituzioni.
































