
L’ex Baronio di viale Trento è interessato da lavori di demolizione interna. Giovanni Rolando rilancia la richiesta degli abitanti: conoscere il futuro dell’area e valutare un parco pubblico con impianti sportivi.
L’ex Baronio di viale Trento, a Vicenza, è interessato da importanti lavori di demolizione interna. Oggi, 8 settembre, giorno della tradizionale festa della Madonna di Monte Berico, quando tutta la città e non solo festeggia, gli operai stavano comunque lavorando per rimuovere infissi e arredi, depositando all’esterno i materiali provenienti dagli edifici.
Il complesso apparteneva inizialmente ai Padri Filippini. L’istituto era stato fondato da padre Poalo Zanutel, oggi scomparso. La proprietà è poi passata a Namira SGR nell’ambito della liquidazione coatta amministrativa della Banca Popolare di Vicenza, verso la quale il precedente proprietario risultava debitore per circa 11 milioni di euro.
All’esterno è presente il cartello prescritto per i lavori, ma le informazioni esposte non consentono di conoscere la futura destinazione del complesso.

Giovanni Rolando, a lungo consigliere comunale di Vicenza e anche consigliere regionale oltre, raccoglie e rilancia la richiesta del quartiere avanzata da Rolando e dal Comitato Albera–La città nuova Vicenza 2030: sapere quale progetto sia previsto per gli edifici e per la vasta area verde compresa tra viale Trento e viale Stuparich da trasformare, parzialmente, in un grande parco pubblico.
Ex Baronio di viale Trento, la proposta del parco pubblico
La speranza degli abitanti che il piano di riutilizzo della proprietà comprenda una destinazione almeno parzialmente pubblica dell’area verde si accompagna alla presenza nel complesso anche di una struttura coperta per il basket e la pallavolo, che potrebbe essere recuperata in una città e in una zona nella quale, osserva Rolando, gli impianti sportivi disponibili sono insufficienti e in cui anche la locale squadra di basket a rotelle di serie A è costantemente alla ricerca di una casa duratura.

L’edificio dell’ex Baronio, ricorda sempre l’ex consigliere comunale, è stato anche la sede dell’istituto Missioni Estere ricco di innumerevoli stanze e ambienti sulla cui facciata, che si affaccia sula sede dei padri Missionari Saveriani di viale Trento, ancora campeggia la sua scritta.

Rolando ricorda inoltre le ripetute segnalazioni sulla presenza di estranei all’interno degli edifici. Il complesso era stato temporaneamente occupato dagli attivisti dell’ex Bocciodromo di via Rossi, allontanati dalla loro precedente sede per i lavori della Tav-Tac e successivamente trasferitisi in un capannone acquistato direttamente.

L’ex consigliere richiama anche l’immagine lasciata dall’Adunata nazionale degli Alpini a Vicenza, quando gli edifici e l’ampia area verde erano stati ripuliti e resi accoglienti. Da quell’esperienza il Comitato Albera–La città nuova Vicenza 2030 ha tratto ulteriore impulso per proporre al sindaco e all’amministrazione comunale la realizzazione di un parco pubblico con, magari, lo aggiungiamo, noi il riutilizzo del pallone “sportivo”, oggi in stato di abbandono e che in passato ospitò anche gli allenamenti del club maschile del Vicenza Volley.

L’iniziativa si inserisce nella battaglia condotta da Rolando da decenni per il completamento della bretella dell’Albera. Sul tema, il Comitato è tornato più volte in Consiglio comunale per sollecitare lo sblocco dei lavori della bretella.
La questione riguarda ora la possibilità di avviare un confronto tra Namira SGR, il Comune e gli abitanti del quartiere. La richiesta non è soltanto quella di conoscere la destinazione dell’ex Baronio di viale Trento, ma di valutare una soluzione capace di affiancare al recupero degli immobili uno spazio verde accessibile e la riqualificazione dell’impianto sportivo.








































