
Il presidente della Regione Veneto esprime vicinanza all’editore Andrea Zanella e ai collaboratori dell’emittente dopo la violazione dei canali di comunicazione.
L’attacco hacker Telecittà, accompagnato dalla diffusione di immagini violente e messaggi intimidatori, ha provocato la reazione del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. In una nota istituzionale, il governatore ha espresso solidarietà all’editore Andrea Zanella, ai giornalisti, ai tecnici e a tutti i collaboratori dell’emittente. Per la prevenzione e la gestione degli incidenti informatici opera anche l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
Secondo quanto riferito dalla Regione, i canali di comunicazione della televisione sarebbero stati violati e utilizzati per diffondere contenuti inneggianti al terrorismo e all’estremismo religioso. Stefani definisce l’episodio «inquietante» e chiede che venga fatta rapidamente piena luce sull’accaduto, con l’individuazione dei responsabili.
Il caso riporta al centro il tema della protezione delle redazioni e delle infrastrutture digitali. Gli attacchi informatici contro servizi e organizzazioni possono interrompere le attività, compromettere dati e trasformare account o piattaforme in strumenti per veicolare contenuti estranei.
Attacco hacker Telecittà, la difesa dell’informazione
«Colpire un’emittente televisiva, violarne i canali di comunicazione e utilizzare i suoi spazi per diffondere odio e minacce significa attaccare non soltanto un’azienda e i suoi professionisti, ma anche la libertà di informazione», afferma Stefani.
Il presidente richiama il pluralismo e la sicurezza di chi lavora quotidianamente nell’informazione, indicandoli come valori fondamentali della democrazia. La solidarietà espressa dalla Regione riguarda quindi sia le persone direttamente coinvolte sia la funzione pubblica svolta da un’emittente nel rapporto con il territorio.
La nota non fornisce dettagli tecnici sulle modalità della violazione né sull’origine dell’attacco. Questi aspetti restano affidati agli accertamenti competenti. La presenza di messaggi intimidatori e contenuti violenti, tuttavia, aggiunge al danno informatico un profilo di minaccia rivolto alla redazione e ai suoi responsabili.
Stefani conclude assicurando la vicinanza dell’intera Regione Veneto e affermando che le istituzioni non devono arretrare nella difesa della libertà di stampa, della convivenza civile e della sicurezza degli operatori. Il chiarimento della dinamica sarà ora necessario per comprendere responsabilità, portata dell’incidente ed eventuali conseguenze sui sistemi dell’emittente.































