
Due attivisti di Ultima Generazione sono stati condannati a tre mesi per l’azione del gennaio 2023. La difesa annuncia il ricorso in appello.
L’azione al Senato del 2 gennaio 2023 si è conclusa in primo grado con la condanna a tre mesi di due persone legate a Ultima Generazione. L’esito del processo è stato comunicato dall’organizzazione attraverso il proprio sito ufficiale di Ultima Generazione.
Secondo la ricostruzione diffusa dal movimento, uno degli imputati aveva ripreso con uno smartphone l’iniziativa nella quale venne versata vernice lavabile sulla facciata di Palazzo Madama, mentre l’altro aveva esposto uno striscione. La pena sarebbe stata sospesa a condizione del pagamento dei danni stabiliti nel procedimento.
L’organizzazione riferisce che il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione e annuncia che la difesa presenterà ricorso in appello. Le valutazioni sulla protesta e sulle finalità dell’azione appartengono ai promotori; la decisione giudiziaria resta invece il fatto centrale della notizia.
Azione al Senato, la difesa prepara l’appello
Il procedimento riporta l’attenzione sul confine tra disobbedienza civile, libertà di manifestazione e tutela dei beni pubblici. Ultima Generazione rivendica l’iniziativa come parte della mobilitazione sulla crisi climatica e contesta la condanna, sostenendo che l’intervento avesse carattere dimostrativo.
Azioni analoghe hanno prodotto esiti giudiziari differenti. In un altro caso, due attivisti sono stati assolti per il blitz alla Fontana di Trevi, a conferma di un quadro che dipende dai singoli fatti contestati e dalle valutazioni dei tribunali.
Per l’azione al Senato, il confronto proseguirà dunque nel grado successivo se il ricorso annunciato sarà depositato. La vicenda resta anche parte del dibattito politico sulle forme di protesta ambientalista e sulla risposta penale alle iniziative dimostrative.
































