Bollo auto dal 2027, Manildo teme un buco da 600 milioni nei conti pubblici del Veneto

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Bollo auto del Veneto, aula del Consiglio regionale

Manildo contesta l’ipotesi di esenzione dal 2027: per il Veneto il bollo auto vale circa 600 milioni e finanzia trasporti e servizi essenziali.

Il bollo auto del Veneto garantisce alla Regione entrate per circa 600 milioni di euro: per questo Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, esprime preoccupazione per l’ipotesi di esenzione di auto e moto dal 2027 annunciata dal Governo. La posizione è contenuta nella nota diffusa dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto.

Manildo attribuisce al tributo un ruolo diretto nel finanziamento di trasporti, infrastrutture e servizi essenziali. Il punto politico sollevato dal consigliere riguarda quindi la copertura delle somme che verrebbero meno nei bilanci regionali e la certezza dei trasferimenti compensativi promessi dallo Stato.

Secondo il capogruppo dem, l’eliminazione del bollo produrrebbe un beneficio immediato per gli automobilisti, ma potrebbe trasferire il problema sui conti delle Regioni. Nel caso veneto, la cifra indicata rende necessario chiarire tempi, modalità e stabilità delle risorse sostitutive.

Il tema si inserisce nel più ampio confronto sulla capacità del Veneto di sostenere servizi e investimenti con entrate certe. Le tensioni sui bilanci regionali sono state affrontate anche nel dibattito relativo ai costi della Superstrada Pedemontana Veneta.

Bollo auto del Veneto, il nodo delle coperture per i servizi regionali

Manildo critica inoltre il rapporto tra la misura annunciata da Roma e il percorso dell’autonomia differenziata. A suo giudizio, ridurre una delle principali entrate proprie delle Regioni senza una compensazione strutturale sarebbe in contraddizione con l’obiettivo dichiarato di rafforzarne le competenze.

Il consigliere chiede anche se il presidente del Veneto Alberto Stefani fosse stato informato preventivamente dell’iniziativa. La domanda riguarda il coinvolgimento delle amministrazioni regionali nella definizione di una misura destinata a incidere direttamente sui loro bilanci.

La riduzione della pressione fiscale viene definita condivisibile, ma Manildo sostiene che debba passare attraverso una riforma dotata di coperture certe. In assenza di garanzie, avverte, il rischio è che il beneficio fiscale venga compensato da minori risorse disponibili per i cittadini.

Il confronto sul bollo auto del Veneto si concentra dunque su due livelli: l’effetto per proprietari di auto e moto e la tenuta finanziaria della Regione. La cifra di circa 600 milioni indicata nella nota rende la questione particolarmente rilevante per la programmazione dei servizi veneti.