Sindacati britannici, il TUC vota il sostegno al boicottaggio di Israele: esulta PRC

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Boicottaggio di Israele, immagine di Gaza

Il congresso del TUC riunito a Brighton approva una mozione a sostegno del BDS. Rifondazione Comunista invita i sindacati italiani ed europei a seguirne l’esempio.

Il boicottaggio di Israele entra formalmente nell’agenda del Trade Union Congress britannico. Come risulta dalla mozione dedicata alla Palestina pubblicata dal TUC, il congresso riunito a Brighton ha approvato il sostegno alle campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, chiedendo inoltre la fine delle vendite di armi e della cooperazione militare con Israele.

Rifondazione Comunista accoglie il voto con soddisfazione e lo presenta come una decisione di rilievo internazionale. Il segretario nazionale Maurizio Acerbo e la responsabile Esteri Anna Camposampiero auspicano che le organizzazioni sindacali italiane ed europee assumano una posizione analoga. La dichiarazione si inserisce nel confronto politico italiano già alimentato dalle mobilitazioni contro il disegno di legge sull’antisemitismo, richiamato criticamente anche nella nota del partito.

Boicottaggio di Israele, cosa prevede la mozione del TUC

Il testo approvato dal congresso chiede di sostenere le campagne BDS promosse dalla società civile palestinese e le iniziative nei luoghi di lavoro. Tra gli obiettivi indicati figurano il disinvestimento dalle imprese considerate coinvolte nelle violazioni dei diritti dei palestinesi, la sospensione degli accordi commerciali preferenziali e l’adozione di sanzioni fino al rispetto del diritto internazionale.

La mozione sollecita inoltre una legislazione che vieti gli scambi con gli insediamenti israeliani definiti illegali e impegna il movimento sindacale a tutelare la libertà di espressione di artisti, operatori culturali e lavoratori che sostengono la causa palestinese. Nel documento viene anche riaffermata la richiesta di un cessate il fuoco permanente e di un piano di pace fondato sul diritto internazionale e sulla soluzione dei due Stati.

Acerbo e Camposampiero collegano il voto alla tradizione internazionalista del movimento operaio e lo interpretano come una risposta alle iniziative che, a loro giudizio, mirano a criminalizzare la solidarietà con la Palestina. Le espressioni più dure sul conflitto, sul governo israeliano e sulle responsabilità britanniche rappresentano la posizione politica di Rifondazione e dei promotori della mozione, non una valutazione autonoma della redazione.

Secondo il TUC, il congresso rappresenta più di cinque milioni di lavoratori di numerosi settori. La decisione assunta a Brighton dà quindi al boicottaggio di Israele una nuova sponda nel sindacalismo europeo e apre un confronto destinato a proseguire anche nelle organizzazioni del lavoro italiane.