
La crisi sanità veneta preoccupa Nursing Up Veneto, che denuncia lo stallo della Regione su carenza di personale, ferie estive e ripartizione dei fondi. Guerrino Silvestrini sollecita un tavolo urgente con assessore Gerosa e direttore Ruscitti.
Crisi sanità veneta, confronto urgente su personale e fondi
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Sanità veneta, confronto urgente su personale e fondi
La sanità veneta vive una fase di forte incertezza e il sindacato Nursing Up Veneto lancia un nuovo allarme chiedendo alla Regione un confronto immediato sulle principali criticità del comparto.
A denunciare lo stallo è Guerrino Silvestrini, referente regionale del sindacato, che parla di un silenzio istituzionale ormai incomprensibile da parte dell’Area Sanità della Regione Veneto e della mancanza di un tavolo strutturato con le organizzazioni sindacali.
Il nodo principale riguarda la cronica carenza di personale, che continua a pesare sugli ospedali e sui servizi territoriali, aggravando le condizioni di lavoro degli operatori sanitari e incidendo direttamente sulla qualità dell’assistenza ai cittadini.
«È assolutamente prioritario delineare una strategia complessiva – spiega Silvestrini – per affrontare la carenza di personale, garantire una gestione efficace del piano ferie estivo e definire con chiarezza la ripartizione delle risorse disponibili».
Nursing Up Veneto aveva già formalmente chiesto la convocazione del tavolo regionale del comparto sanità all’inizio di aprile, ma a sei mesi dall’appuntamento elettorale non si registrano ancora passi avanti concreti né interlocuzioni strutturate.
Tra i temi più urgenti c’è la conferma dei fondi destinati alle prestazioni aggiuntive, considerati uno strumento essenziale per garantire la tenuta dei servizi durante il periodo estivo, quando entra in funzione il piano ferie e aumenta il rischio di scopertura nei reparti.
Resta inoltre ancora senza una definizione operativa la distribuzione dei 51 milioni di euro previsti dal piano di attrattività 2026, risorse che dovrebbero essere ripartite tra area medica e area del comparto ma che, al momento, non hanno ancora una chiara destinazione.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’apertura delle nuove Case di Comunità. Le ULSS stanno affrontando questa fase senza un modello organizzativo preciso e senza risorse dedicate.
Il rischio, sottolineato dal sindacato anche in un recente confronto con l’Ulss 2 di Treviso, è che il personale venga sottratto ai reparti ospedalieri per essere destinato alle nuove strutture territoriali, aggravando ulteriormente una situazione già critica.
«La Regione deve mettere le carte in tavola – insiste Silvestrini – aprendo un confronto trasparente e strutturato con i sindacati sulla questione infermieristica».
Per questo Nursing Up Veneto chiede un incontro urgente con la nuova direzione strategica della sanità regionale, con l’assessore Gino Gerosa e con il nuovo direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti, la cui presentazione ufficiale è prevista il 4 maggio.
«Il protrarsi del silenzio istituzionale – conclude Silvestrini – rischia di compromettere ulteriormente l’equilibrio del sistema sanitario regionale. Oggi più che mai servono dialogo, confronto e programmazione per dare risposte concrete ai professionisti e ai cittadini».






































