
Prosegue il periodo di fermento nella sanità vicentina, ambito dal quale arrivano notizie contrastanti in merito alla implementazione e riorganizzazione dei servizi.
Da un latto infatti, in queste ore l’Ulss 8 Berica annuncia l’imminente attivazione della Casa di comunità di Lonigo. Dall’altro, dopo le polemiche per la paventata chiusura del Punto nascita a Valdagno, sempre dal territorio, arriva la richiesta dei sindacati per convertire quello di Asiago, basandosi sui numeri bassissimi dei parti.
La Casa della comunità di Lonigo va verso l’attivazione
L’ulss 8 Berica ha comunicato in queste ore l’imminente attivazione della Casa della Comunità di Lonigo offrendo anche una deadline: entro la fine di giugno.
La struttura avrà quattro aree tra loro funzionalmente collegate, ristrutturate e riorganizzate nei percorsi interni con lavori strutturali che hanno interessato l’organizzazione degli spazi, dei servizi igienici e migliore agli impianti, prestando particolare attenzione all’efficientamento energetico. Il tutto per un investimento complessivo di 2.570.400 euro, di cui 900.000 tramite fondi PNRR e 1.670.400 tramite fondi della Regione del Veneto.
Quanto ai servizi di sanità, sviluppati nell’ambito dell’assistenza territoriale da garantire a 41.700 abitanti di questa area vicentina, il presidio offrirà diversi ambulatori, una sala di coordinamento per i medici e i servizi correlati oltre a spazi per l’attività di assistenza svolta dall’Infermiere di Comunità e per i servizi rivolti all’Infanzia, Adolescenza e Famiglia (IAF).
Sempre nella Casa della Comunità di Lonigo trovano sede anche gli uffici dell’Assistenza Domiciliare Integrata e il PUA, il Punto Unico di Accesso che – secondo un format previsto per tutte le Case della Comunità – si occupa della presa in carico delle persone con problemi sanitari e sociosanitari complessi, individuando di volta in volta per gli utenti il percorso più appropriato, lavorando in sinergia con i diversi servizi socio-sanitari.
Prevista anche una Sala di Partecipazione della Comunità, uno spazio polivalente a disposizione della collettività per incontri e iniziative di varia natura, anche questo previsto dal “format” delle Case della Comunità.
Recentemente, la direzione dell’ULSS 8 Berica ha incontrato i sindaci del territorio, presso la sede municipale di Lonigo alla presenza del Direttore Generale Peter Assembergs: “Nel caso specifico a Lonigo c’è già stata una prima parziale attivazione con la presenza di alcuni servizi. Si tratta ora di andare a potenziare e completare l’offerta – ha detto -, con tutte le professionalità e le risorse utili”.
Previsto prossimamente un evento a “porte aperte”, per far conoscere l’offerta dei servizi.
Sanità Vicentina: il caso dei Punti nascita
Come riportato in un nostro precedente articolo, la Regione Veneto ha recentemente preso atto della soppressione del Punto nascita dell’Ospedale San Lorenzo di Valdagno, decisa a livello nazionale, e fatto sapere di valutare la possibilità di chiederne il mantenimento. La chiusura non è immediata, ma programmata per la fine dell’anno.
Se in questo caso si è mossa la politica per scongiurare, o almeno provarci, la chiusura, nel caso del Punto nascita di Asiago (non compreso nel piano di soppressioni ministeriali) si registra una presa di posizione contraria proveniente dal mondo dei sindacati, nello specifico da parte di NursingUp Veneto e Fp Cgil, rappresentanza regionale del sindacato degli infermieri il quale ritiene “che la prosecuzione dell’attività di sala parto ad Asiago esponga la cittadinanza e il personale sanitario e infermieristico a possibili rischi di gran lunga superiori ai benefici e che sia arrivato il momento di avviare una riconversione del servizio, mantenendo però un presidio ostetrico-ginecologico d’urgenza a servizio della montagna“.
Nursing Up Veneto ha inviato una nota congiunta con Fp Cgil, di sollecito alle parti politiche, Regione Veneto e Direzione generale dell’Ulss 7 Pedemontana per evidenziare le criticità organizzative, assistenziali e di sicurezza del Punto nascita di Asiago e proporre dunque la soluzione alternativa.
“Al Punto nascita di Asiago – recita la nota – i numeri fotografano una realtà ormai difficilmente sostenibile: 88 parti nel 2022, 66 nel 2023, 67 nel 2024 e appena 56 nel 2025. Volumi ben lontani dagli standard nazionali fissati in un minimo di 500 parti all’anno per garantire qualità e sicurezza dell’assistenza rivolta a mamme e nascituri”.
Commenta Guerrino Silvestrini, referente regionale Nursing Up Veneto: “Mantenere aperta una sala parto con questi numeri significa affidarsi sempre più a pericolose deroghe e a modelli organizzativi straordinari che non possono essere prorogati oltre. La sicurezza dell’evento nascita richiede équipe stabili, esperienza clinica consolidata e una copertura multidisciplinare continua, elementi che oggi risultano sempre più difficili da garantire”.
Nel mirino del sindacato c’è soprattutto il nuovo modello organizzativo che prevede la rotazione delle ostetriche tra gli ospedali di Asiago, Bassano del Grappa e Santorso. Per Nursing Up Veneto si tratta di una scelta che rischia di aumentare la frammentazione delle équipe, aggravando le criticità già esistenti legate alla carenza di personale, alle differenti procedure operative e ai diversi sistemi informatici utilizzati nei presidi.
Quanto alla soluzione alternativa, Nursing Up Veneto e Fp Cgil precisano che non si debba parlare di disimpegno sanitario sull’Altopiano: l’istituzione ad Asiago di un Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico attivo 24 ore su 24, dedicato alla gestione delle emergenze e alla stabilizzazione immediata della madre e del neonato, affiancato dal potenziamento del sistema di trasporto assistito STAM (Servizio di Trasporto Assistito Materno) e STEN (Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale) attraverso l’impiego di ambulanza o elicottero con incubatrice termica mobile e apparecchiature di supporto vitale verso i punti nascita di riferimento di Santorso e Bassano per le madri con gravidanze a rischio e neonati critici.

































