Ddl Fine Vita, Filomena Gallo e Marco Cappato (Coscioni): “Nel testo Zanettin-Zullo profili di incostituzionalità”

371
ddl fine vita

“Siamo pronti a denunciare i profili di incostituzionalità presenti nel teso a firma Zanettin relativo al Ddl Fine Vita”. Lo affermano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

Il testo al quale si fa riferimento è quello redatto dai senatori Pierantonio Zanettin, vicentino di Forza Italia, e Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia. Su quest’ultimo, nelle scorse ore, Le commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato, con il voto contrario delle opposizioni, hanno riaperto i termini (fino al 9 giugno) per proporre nuovi emendamenti al Ddl sul Fine Vita. Nel frattempo ci saranno altre audizioni.

Tuttavia, il prossimo 3 giugno è atteso in Aula per l’avvio dell’esame, il testo redatto dal dem Alfredo Bazoli, sottoscritto da tutte le opposizioni.

Tornando al testo Zanettin-Zullo, i referenti della Coscioni hanno le idee chiare, espresse in una posizione ufficiale richiesta dalla redazione. “Il Senatore Zanettin ha dichiarato, nell’intervista pubblicata oggi (su Il Giornale di Vicenza, ndr), che il testo sul fine vita a sua firma tiene conto delle direttive della Corte costituzionale e prevede, tra i requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, la dipendenza della persona malata da ‘trattamenti di sostegno vitale’. Occorre però specificare – spiegano Gallo e Cappato – che il testo a firma del senatore, in realtà, parla di ‘trattamenti sostitutivi di funzioni vitali’”.

Sembrerebbe una “sottigliezza terminologica”, che tuttavia secondo la Coscioni si tradurrebbe in un ostacolo per molti soggetti affetti da patologie irreversibili che chiedono di porre fine alle proprie sofferenze, se la legge dovesse essere approvata nella versione Zanettin-Zullo.

Filomena Gallo e Marco Cappato spiegano: “Limitare l’accesso al suicidio medicalmente assistito esclusivamente alle persone tenute in vita da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, come previsto dal testo Zanettin, significa restringere il diritto al fine vita ai soli pazienti collegati a macchinari.

Verrebbero così escluse molte persone affette da malattie incurabili, spesso neurodegenerative, che pur dipendendo da trattamenti farmacologici continuativi, da assistenza costante o avendo rifiutato trattamenti invasivi, non sono sottoposte a trattamenti sostitutivi di funzioni vitali. La Corte costituzionale ha invece chiarito che anche il rifiuto di un trattamento deve essere considerato equivalente ai fini della valutazione dei requisiti previsti dalla sentenza Cappato”.

Inoltre, “restano esclusi i numerosi malati oncologici terminali – ancora i referenti della Coscioni – che, pur vivendo condizioni di sofferenza irreversibile, non sono sottoposti a trattamenti di sostegno vitale semplicemente perché, nella loro situazione clinica, tali trattamenti non esistono”.

Per tutti questi motivi, il giudizio sul testo Zanettin-Zullo è categorico: “Si tratterebbe di un grave arretramento rispetto ai diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale. Per questo il testo Zanettin-Zullo, che inoltre esclude anche il Sistema Sanitario Nazionale dal percorso, presenta evidenti profili di incostituzionalità che, se necessario, non esiteremo a denunciare in ogni sede”, concludono Gallo e Cappato.