Esorcismo e Chiesa, tra fede, prudenza e discernimento spirituale

Dal Vangelo al rito moderno: come la Chiesa distingue la possessione dai disturbi psichici e affronta il tema del male senza superstizioni

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esorcismo e chiesa
Peccato originale e cacciata dal paradiso - Michelangelo, Cappella Sistina

(articolo di P. Gino Alberto Faccioli, da VicenzaPiù Viva n. 307sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Fin dai suoi inizi l’umanità, come ci ricorda il libro della Genesi ha dovuto confrontarsi con il diavolo (cf. Gen 3,1-5), il cui compito era, ed è, quello di allontanare da Dio. Nonostante la sua condanna, il principe di questo mondo, come viene chiamato da Gesù nel vangelo di Giovanni (cf Gv 12, 31; 14, 30), insieme agli altri demoni continua a opporsi alla sovranità di Dio (cf. Gd 6).
Ulteriore conferma di queste entità malvagie presenti fin dagli inizi la troviamo nelle altre religioni, dove vengono descritti degli esorcismi contro queste presenze. Infatti, notizie di esorcismi le troviamo nella Sunna (fonte fondamentale dell’Islam dopo il Corano), dove si dice che il profeta Maometto e i suoi seguaci scacciarono esseri maligni dai corpi dei credenti utilizzando versetti del Corano, suppliche ad Allah e acqua benedetta Zamzam. Così pure nell’Induismo e nello sciamanesimo.

Rimanendo nel nostro contesto cristiano (l’esorcismo è stato ed è tuttora una pratica riconosciuta e promossa dalla Chiesa ortodossa e da diverse Chiese protestanti), dai Vangeli emerge chiaro che l’intero operato di questi spiriti immondi, malvagi e seduttori (cf Mt 10, 1; Mc 5, 8; Lc 6, 18. 11, 26; At 8, 7; 1 Tm 4, 1; Ap 18, 2) è stato distrutto dalla vittoria del Figlio di Dio (cf 1 Gv 3, 8). Anche se «tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre che durerà fino all’ultimo giorno» (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes 37), Cristo, grazie al suo mistero pasquale di morte e risurrezione, «ci ha strappati dalla schiavitù di Satana e del peccato» (Ibid. 22) annientando il loro dominio e liberando tutte le cose dal contagio del male.

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