
(articolo da VicenzaPiù Viva n. 307, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)
Ci sono luoghi che non appartengono soltanto alla geografia di una città, ma alla sua coscienza profonda. A Vicenza, il Santuario della Madonna di Monte Berico è uno di questi. Non è solo il colle che domina il centro storico, né soltanto la basilica che accoglie pellegrini da secoli: è un simbolo civile oltre che religioso, il luogo in cui i vicentini continuano a portare paure, grazie, promesse, lutti e speranze.
Qui, dove la tradizione lega la devozione mariana alle apparizioni della Vergine a Vincenza Pasini nel 1426, di cui sono ora in corso le celebrazioni per i 600 anni da quella data, e alla protezione della città durante la peste del Seicento, nel dicembre del 2021 si consumò un episodio destinato a lasciare un segno nell’immaginario collettivo: il lungo rito di esorcismo praticato su una giovane donna all’interno del santuario. Il fatto ebbe eco nazionale, ma soprattutto colpì Vicenza perché avvenne nel suo luogo più identitario.
Sei arrivato fin qui?Se sei qui è chiaro che apprezzi il nostro giornalismo, che, però, richiede tempo e denaro. Se vuoi continuare a leggere questo articolo e per un anno tutti quelli PREMIUM come questo e le Newsletter online puoi farlo al prezzo di meno di un caffè, mentre se vuoi leggere anche il mensile VicenzaPiù Viva puoi farlo al prezzo di meno di un caffè e cornetto al mese. Grazie, Giovanni Coviello Sei già registrato? Clicca qui per accedere |



































