
È stato chiesto un cambio profondo nella cultura del lavoro nel corso della protesta svolta oggi a Schiavon, nel Vicentino, in reazione all’episodio di alcuni giorni fa, quando due imprenditori del posto hanno abbandonato nei pressi dell’ospedale di Bassano del Grappa un lavoratore feritosi all’interno del loro maneggio (leggi qui).
Circa un centinaio i partecipanti che hanno anche preso parte al flash-mob regionale in piazza Risorgimento contro lo sfruttamento dei braccianti stranieri in agricoltura. La manifestazione, organizzata dalla Flai-Cgil di Vicenza e del Veneto, è stata organizzata per dire no al sistema di sfruttamento e disumanizzazione che ha portato all’episodio che ha riguardato il lavoratore di 56 anni e di origini indiane.
“Si tratta di episodio tragicamente simile a molti altri che richiama alla memoria la morte di Satnam Singh – ha spiegato Stefano Menegazzo, segretario vicentino della Flai-Cgil – e che non può e non deve lasciare indifferenti e che purtroppo si aggiunge ad un altro fatto recente, ossia il barbaro omicidio di quattro braccianti avvenuto in Calabria.
Abbandonare a terra un lavoratore ferito, che poteva essere almeno accompagnato in ospedale, è una questione di dignità, oltre che di mancanza di rispetto. Al di là di questo episodio increscioso, noi continuiamo a sostenere che deve cambiare la cultura del lavoro e le aziende non possono abbassare i costi a danni dei lavoratori“.
Durante la manifestazione di oggi a Schiavon sono stati esposti alcuni striscioni: “I lavoratori non sono merce per i vostri profitti, vogliamo rispetto e dignità umana“, recitava uno di questi.
Oltre a Menegazzo, hanno preso parola durante il presidio Giosuè Mattei, segretario generale della FLAI CGIL Veneto, Giancarlo Puggioni, segretario generale della CGIL Vicenza, Silvana Fanelli, della segreteria della CGIL Veneto e Diop Alioune Badara della CGIL di Padova, che hanno ribadito la necessità di contrastare con determinazione il lavoro nero, il caporalato e tutte le forme di ricatto che colpiscono in particolare i lavoratori migranti.
“Il sistema dei flussi e l’attuale normativa sull’immigrazione continuano a produrre vulnerabilità e ricattabilità – ha dichiarato Giosuè Mattei -. Migliaia di lavoratori arrivano regolarmente nel nostro Paese ma finiscono intrappolati in meccanismi che favoriscono irregolarità e sfruttamento. È necessario applicare fino in fondo le leggi contro il caporalato, soprattutto la 199/16, e intervenire sulle norme che alimentano questa condizione di dipendenza e precarietà. Non possiamo accettare che sia in Italia che nel Veneto del 2026 esistano ancora lavoratori invisibili privati dei diritti fondamentali”.
“La risposta arrivata oggi dalla piazza dimostra che il nostro territorio non è disposto a voltarsi dall’altra parte – ha affermato Giancarlo Puggioni, segretario generale della CGIL di Vicenza -. Essere qui significa ribadire che nessun lavoratore può essere lasciato solo, sfruttato o abbandonato. Dietro episodi come quello di Schiavon non ci sono soltanto responsabilità individuali, ma un sistema che continua a tollerare zone grigie fatte di lavoro nero, precarietà e ricatto. Per questo chiediamo più controlli, più ispettori, più tutele e un impegno concreto delle istituzioni affinché sicurezza, legalità e diritti tornino ad essere condizioni irrinunciabili in ogni luogo di lavoro”.
Nel corso della manifestazione è stato ricordato come il contrasto allo sfruttamento non riguardi soltanto il settore agricolo, ma l’intero sistema produttivo. CGIL Vicenza e FLAI regionale e territoriale hanno, quindi, rilanciato la richiesta di un rafforzamento degli organi ispettivi, della prevenzione e degli strumenti di tutela per le lavoratrici e i lavoratori più esposti a condizioni di vulnerabilità.
Presenti in piazza anche i consiglieri regionali Carlo Cunegato, Chiara Luisetto e Antonio Marco Dalla Pozza a testimonianza dell’attenzione che il tema dello sfruttamento lavorativo e del caporalato continua a richiedere da parte delle istituzioni.








































