Schiavon, flash mob Cgil e Fai Cgil contro lo sfruttamento dei braccianti: “Mai più lavoratori abbandonati”

96
schiavon maneggio

La Cgil di Vicenza, la Flai Cgil di Vicenza e la Flai Cgil del Veneto organizzano un flash mob a Schiavon per denunciare lo sfruttamento nel settore agricolo e chiedere maggiori tutele per i lavoratori. L’iniziativa è in programma questa mattina alle ore 10 in Piazza del Risorgimento e nasce in seguito al grave episodio avvenuto nella notte del 28 maggio scorso nel Bassanese, quando un bracciante agricolo indiano ferito – che lavorava in un maneggio di Schiavon – sarebbe stato abbandonato lungo una strada nei pressi del palasport a Bassano del Grappa (Vicenza), invece di essere soccorso e portato al vicino ospedale.

La mobilitazione contro l’episodio del maneggio di Schiavon

Attraverso il sit-in, le organizzazioni sindacali intendono richiamare l’attenzione sulle condizioni di lavoro di molti braccianti e sulle situazioni di sfruttamento che continuano a verificarsi nel comparto agricolo. Il fatto ha suscitato forte indignazione e, secondo le organizzazioni sindacali, richiama altre tragedie che negli ultimi anni hanno segnato il mondo del lavoro italiano.

Un episodio tragicamente simile a molti altri che richiama alla memoria la morte di Satnam Singh – afferma Stefano Menegazzo, segretario generale della Flai Cgil di Vicenzae che non può e non deve lasciare indifferenti. Purtroppo si aggiunge anche a un altro fatto recente: il barbaro omicidio di quattro braccianti avvenuto in Calabria”. Un fatto che, secondo Menegazzo, racconta come la rincorsa al massimo profitto venga considerata l’obiettivo principale dell’impresa privata: “Una logica che calpesta lo spirito dell’articolo 41 della Costituzione, secondo cui l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale né arrecare danno alla salute, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Per noi resta inaccettabile una rincorsa al profitto priva di etica, nella quale a pagare il prezzo più alto sono le persone e la loro salute”.

L’appello contro sfruttamento e disumanizzazione

Secondo Cgil e Flai, quanto accaduto rappresenta un ulteriore segnale della necessità di contrastare ogni forma di sfruttamento e di garantire dignità, sicurezza e diritti ai lavoratori agricoli.

Secondo Giosuè Mattei, segretario generale della Flai Cgil Veneto, “ogni giorno più di 6 mila lavoratori agricoli invisibili vengono gestiti dai caporali e smistati nelle campagne della regione, soprattutto durante i periodi di maggiore attività stagionale”.

Mattei punta il dito anche contro il sistema dei flussi migratori per il lavoro stagionale. “Nel 2024 soltanto il 7% dei lavoratori arrivati per la raccolta stagionale è stato regolarizzato con un rapporto di lavoro e un permesso di soggiorno. È un sistema che produce irregolarità, sfruttamento e caporalato”.

Il sindacalista chiede inoltre la piena applicazione della legge 199 del 2016 contro il caporalato e l’abolizione della legge Bossi-Fini.

L’obiettivo della manifestazione è quello di ribadire un netto “No” a ogni sistema che favorisca condizioni di lavoro disumane e metta a rischio la vita delle persone impiegate nei campi.

“Quanto accaduto a Schiavon non è un episodio isolato, ma il sintomo di un sistema che continua a considerare alcuni lavoratori sacrificabili” dichiara Giancarlo Puggioni, segretario generale della CGIL di Vicenza “Quando una persona viene sfruttata, privata dei propri diritti e perfino abbandonata dopo un grave infortunio, viene messo in discussione il fondamento stesso della nostra convivenza civile”.

Secondo Puggioni, la dignità del lavoro non è negoziabile ed è necessario che il sistema venga modificato, aumentando i controlli, gli ispettori e le tutele.

Al termine del flash mob è previsto un punto stampa alle ore 10.30, a margine dell’iniziativa, e un momento di riflessione e di testimonianza dedicato a tutte le vittime dello sfruttamento lavorativo.

Al flash mob non sarà presente Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, che però si è rivelato inflessibile nel commentare la legge Bossi-Fini “costruita per mantenere invisibili, irregolari e ricattabili centinaia di migliaia di persone. La Regione Veneto deve fare la sua parte potenziando i servizi SPISAL e intensificando i controlli nei campi. Non bastano le lacrime dopo ogni tragedia”.

Il consigliere dichiara di battersi in Europa per legare i fondi della PAC a una rigida condizionalità sociale con controlli ex ante: i soldi pubblici europei devono andare solo ed esclusivamente a chi dimostra di essere in regola. “È totalmente inaccettabile la proposta di esentare dai controlli – commenta Cunegato – le aziende sotto i 10 ettari. Considerando che la media italiana è di undici ettari, una misura del genere significa azzerare del tutto le tutele nel nostro Paese”.

Per la vicenda del maneggio di Schiavon – lo ricordiamo – i carabinieri hanno rintracciato e denunciato per omissione di soccorso e lesioni personali un uomo di 56 anni e la compagna di 48, titolari di un’azienda agricola di Schiavon, che avevano ingaggiato l’indiano per lavorare in nero nel loro maneggio.