Vicenza, l’esercitazione della Questura a Tva fa discutere. Critiche da Rifondazione comunista: “Inquietante”

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Fa discutere l’esercitazione organizzata dalla Questura di Vicenza presso la sede dell’emittente cittadina Tva.

L’attività ha previsto sia l’irruzione in studio di un gruppo armato di terroristi durante una ipotetica diretta e i presenti fatti ostaggio che, all’esterno, una protesta di manifestanti violenti con lancio di fumogeni e petardi. Poi, l’arrivo degli agenti della questura e delle forze speciali a riportare l’ordine in entrambi gli scenari (qui il servizi completo).

Inquietante”, è il commento che arriva dal Partito della Federazione di Vicenza di Rifondazione Comunista che però si scaglia solo contro lo “scenario” relativo ai manifestanti, definendo la particolare scelta come un “segnale politico grave e preoccupante”.

Ancora una volta – commentano dal partito – il conflitto sociale viene rappresentato come minaccia all’ordine pubblico, e chi manifesta viene associato alla violenza e all’eversione. In un Paese in cui lavoratori, studenti, movimenti e associazioni democratiche vedono sempre più limitato il diritto di protesta, è grave che un’istituzione dello Stato si addestri immaginando come nemico un corteo di cittadini”.

Secondo Rifondazione, una tale scelta a Vicenza riveste un significato ulteriore: “La nostra città è stata per decenni protagonista di mobilitazioni pacifiche contro la militarizzazione del territorio e le basi Usa e Nato. È difficile non leggere questa esercitazione dentro un contesto di crescente identificazione della sicurezza con il controllo sociale e la repressione preventiva del dissenso”.

Rifondazione Comunista esprime ferma contrarietà: “La sicurezza democratica non si costruisce criminalizzando i movimenti sociali, ma garantendo i diritti costituzionali: libertà di espressione, di sciopero, di manifestazione. Vicenza ha bisogno di più democrazia, non di esercitazioni che trasformano i manifestanti in bersagli simbolici”.