Vicenza oltre Palladio: la sfida di “Vicenzaincentro” per un nuovo network Unesco e il trenino

Basilica di Monte Berico, tempio di San Lorenzo e chiese di Santa Corona e dell’Araceli: due milioni di pellegrini da intercettare

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Vicenzaincentro
La facciata del tempio di San Lorenzo a Vicenza

(articolo sull’associazione Vicenzaincentro di Giovanni Bertacche, da VicenzaPiù Viva n. 308sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Una città straordinaria, ma rimasta parzialmente “congelata” dentro l’identità di un solo identikit d’autore: Andrea Palladio. Nasce da questa consapevolezza la controffensiva culturale dell’associazione di promozione sociale Vicenzaincentro, che ha innescato un acceso confronto con gli uffici comunali. Al centro del dibattito c’è il futuro turistico e spirituale del capoluogo berico, alla vigilia di scadenze storiche irripetibili.

Il “No” del Comune e la replica tecnica
Tutto parte da una proposta ambiziosa: candidare all’Unesco un circuito di monumenti religiosi eccellenti di Vicenza. La risposta dell’ufficio Unesco comunale è stata un freno a mano tirato: diniego motivato dal fatto che tali chiese non hanno legami con il sito esistente “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto”.
La replica di Vicenzaincentro non si è fatta attendere, forte delle norme internazionali: la Convenzione del patrimonio mondiale del 1972 permette infatti di creare “siti seriali” o inserire i monumenti in un network tematico indipendente. L’obiettivo? Non escludere il Palladio, ma dimostrare che Vicenza ha vissuto altre epoche storiche e artistiche di valore universale. L’istanza dell’associazione non è un capriccio privato, ma una raccomandazione formale nel pieno interesse della collettività. Spetta ora agli uffici pubblici l’onere di superare gli ostacoli burocratici anziché subirli.

Le grandi ricorrenze del 2026: Monte Berico e Assisi

La Basilica di Monte Berico

Il tempismo della proposta non è casuale. Il 2026 è l’anno del sesto centenario delle apparizioni mariane a Monte Berico, un Giubileo d’oro che fa sperare nella visita di Papa Leone XIV. Ma il 2026 segna anche l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026).
Pochi sanno che il legame tra Vicenza e il Poverello d’Assisi è viscerale: il Santo visitò la città due volte e il capoluogo berico arrivò ad ospitare persino più chiese francescane della stessa Assisi. Non solo: a Vicenza spetta il primato della prima stampa in assoluto dei Fioretti di San Francesco.
Da qui la richiesta parallela di un gemellaggio ufficiale tra Vicenza e la città umbra, unendo il duecentesco Tempio francescano di San Lorenzo a questa grande rete nazionale.

I gioielli da proteggere: dal Gotico al Barocco

La chiesa di Santa Corona

Il dossier preparato da Vicenzaincentro mette in fila monumenti che meriterebbero una ribalta internazionale autonoma a partire dalla Basilica di Monte Berico fino al tempio di S. Lorenzo e alla chiesa di S. Corona, coeva di S. Lorenzo, pilastro del gotico vicentino e scrigno di capolavori pittorici inestimabili, fino alla chiesa dell’Araceli: autentico gioiello barocco, nato dal genio di Guarino Guarini, che rappresenta un unicum architettonico per l’intero territorio veneto.

La Chiesa di Santa Maria in Araceli

La svolta economica: il trenino panoramico per il colle
La vera sfida, oltre ai titoli internazionali, è economica e logistica. Monte Berico catalizza circa due milioni di pellegrini l’anno. Flussi enormi che, tuttavia, oggi si fermano sul colle, ignorando completamente il centro storico sottostante e lasciando che la città perda un’occasione d’oro a proprio danno.
Per saldare questa frattura, l’associazione rilancia con un’idea concreta: un trenino panoramico che colleghi fisicamente e stabilmente il Santuario con il cuore di Vicenza. Un’infrastruttura leggera per agganciare i turisti, trattenerli nei negozi, nei ristoranti e nei musei cittadini.
La palla passa ora a Palazzo Trissino per il secondo round di questo confronto. La sensazione è che Vicenzaincentro non abbia alcuna intenzione di indietreggiare.