
La Corte d’Appello di Trieste condanna a otto mesi l’automobilista coinvolto nell’incidente del 2021. La famiglia: «Un minimo di giustizia».
La morte di Fabio Segato, motociclista di Portogruaro deceduto nel marzo 2021 dopo un incidente a San Daniele del Friuli, ha avuto un nuovo esito giudiziario. La Corte d’Appello di Trieste ha condannato l’automobilista coinvolto a otto mesi, con pena sospesa, disponendo anche la sospensione della patente per tre anni. La decisione ribalta l’assoluzione pronunciata in primo grado dal Tribunale di Udine, secondo quanto rende noto Studio3A-Valore, che assiste la famiglia.
Fabio Segato aveva 43 anni ed era collaudatore e istruttore di moto. L’incidente avvenne il 4 marzo 2021 lungo la strada regionale 463, all’incrocio con via Valeriana. Segato, in sella a una Ducati Diavel, entrò in collisione con una Volkswagen Tiguan proveniente dalla direzione opposta e impegnata in una svolta a sinistra. Morì il 12 marzo, dopo otto giorni di agonia.
Il caso richiama il tema della sicurezza dei motociclisti e delle responsabilità negli incidenti stradali, affrontato anche nelle cronache relative ai rischi per chi viaggia su due ruote. Nel procedimento per Segato, la consulenza cinematica disposta dalla Procura aveva ricostruito la dinamica e indicato la mancata precedenza durante la manovra.
Morte di Fabio Segato: la famiglia attende anche l’esito civile
L’appello era stato promosso dal Procuratore generale di Trieste dopo la sentenza assolutoria di primo grado. La famiglia — la compagna, i genitori e la sorella — parla ora di una prima risposta alla richiesta di verità e giustizia portata avanti per oltre cinque anni. I familiari sottolineano che nessuna condanna può restituire Fabio, ma considerano il riconoscimento delle responsabilità un atto dovuto alla sua memoria.
Resta aperto anche il versante civile. Nella nota diffusa alla stampa, i legali riferiscono che non sarebbe ancora stato corrisposto alcun risarcimento dalla compagnia assicuratrice del veicolo coinvolto e che per questo è in corso una causa civile. Si tratta di un’affermazione attribuita alla famiglia e ai suoi rappresentanti, sulla quale la compagnia chiamata in causa potrà fornire la propria posizione.
Riccardo Vizzi, general manager di Studio3A-Valore, precisa che la battaglia dei familiari non è stata condotta per ottenere denaro, ma per chiarire le circostanze dell’incidente e accertare le responsabilità. La sentenza d’appello sulla morte di Fabio Segato segna dunque un passaggio importante, pur senza chiudere tutte le questioni giudiziarie e risarcitorie legate alla vicenda.






































