Nuovi focolai Covid, Donvito (Aduc) bacchetta Zaia: “reato epidemia esiste già”

Vincenzo Donvito, presidente del’associaizone a tutela dei consumatori Aduc, critica in un comunicato il presidente del Veneto Luca Zaia per aver parlato di TSO per obbligare chi avesse avuto il tampone positivo e sintomi di Covid all’isolamento fiduciario. Ovviamente il tema è esploso nella sua attualità dopo il focolaio di Pojana Maggiore.

Zaia ha poi presentato la sua ordinanza sugli obblighi e le annesse sanzioni per chi torna dall’estero, per ridurre ancora di più il rischio di nuovi casi Laserjet.

«Zaia intende governare col terrore o col buon senso e la legge? – afferma Donvito – La risposta che il presidente Zaia ci potrebbe dare è scontata (legge), ma quello che lui sta facendo è il contrario. L’uso del TSO (trattamento sanitario obbligatorio) avviene nei confronti di persone che abbiano caratteristiche psico-fisiche alterate rispetto a quella che viene considerata realtà. Quindi dovremmo interpretare la minaccia del presidente come “se non ti adegui alle ordinanze e obblighi sanitari, sei un pazzo”. Sappiamo che in politica vige di frequente l’attribuire al proprio avversario un qualche difetto che comprometta la sua integrità mentale (e talvolta anche fisica), e quindi per questo considerato incapace di intendere le proprie ragioni che, per chi le propone sono elementari, naturali, semplici e scontate. Noi questo metodo lo lasceremmo ad un certo modo di fare politica che, oltre che non appartenerci, potrebbe essere anche suscettibile di qualche reato dei nostri codici».

«Sarebbe opportuno tornare coi piedi per terra.Ce lo ricorda il segretario generale del sindacato di polizia ‘Coisp’ “…esistono gia’ reati penali per chi e’ a conoscenza di una patologia e sono previsti dal nostro ordinamento giudiziario. ….L’articolo 438 del codice penale prevede pene tra gli 8 anni e l’ergastolo per chiunque cagioni un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni. Se la patologia viene certificata, e’ inoltre previsto l’obbligo di ricovero in una struttura appositamente dedicata: e’ gia’ successo in questi mesi con chi si allontanava dalla quarantena. E se la persona oppone resistenza al ricovero, viene piantonata”. (agenzia Ansa)».

A cui noi aggiungiamo che tutti gli italiani, veneti inclusi, hanno dimostrato in questi mesi di essere all’altezza della situazione e di aver rispettato le disposizioni delle varie autorità (e ci si creda, tra nazionali, regionali, comunali e interpretazioni delle forze dell’ordine, era tutt’altro che facile). Per questo gli italiani non si meritano questa minaccia di essere trattati come pazzi nel caso non ottemperassero ad un ordine dell’autorità. I gulag del mondo sono stati e sono pieni di persone considerate pazze perché non in linea con le politiche dei loro Paesi… e non ci sembra carino doverci paragonare a chi usai gulag come politica per l’ordine pubblico e sanitario».

«Crediamo che il rispetto, la fiducia, la riconoscenza e la disponibilità siano elementi essenziali di un buon governo. Dovunque e comunque questo buon governo debba operare.
M dal buon governo nascono anche dei buoni governati. Tolleranza zero in materia: Ok – conclude Donvito –  ma col rispetto delle leggi, del buon senso e della fiducia nei propri amministrati».

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Giornalista pubblicista dal 2020 nato nel Basso Vicentino nel 1987, laureato in Teoria e critica letteraria. Ex presidente dell'associazione culturale e redattore della rivista "ConAltriMezzi". Ho pubblicato racconti nelle raccolte "Write not die" ed "Escape" e poesie in siti vari e "Pagine". Ospite della trasmissione televisiva "MattinaInFamiglia" nel 2013. Ex collaboratore di PopcornTv, Notizie.it, BlastingNews e Vvox