
Il personale sanitario Veneto è al centro dell’intervento della consigliera Anna Maria Bigon: concorsi più attrattivi, retribuzioni adeguate e nessun taglio dei servizi ospedalieri ancora da attivare.
Il personale sanitario Veneto ha bisogno di un piano straordinario, sostiene Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e componente della commissione Sanità. Nella nota diffusa oggi dall’ufficio stampa del Consiglio regionale, Bigon chiede concorsi pubblici più attrattivi, condizioni di lavoro competitive e retribuzioni capaci di trattenere medici, infermieri e operatori sociosanitari. Si tratta di una richiesta politica: il documento non annuncia un piano già approvato dalla Regione.
L’intervento segue una conferenza stampa promossa dai comitati veronesi per la sanità pubblica sulle liste d’attesa e sulle Case della Comunità, ma la richiesta riguarda l’intero sistema regionale, dunque anche i servizi del Vicentino. Il tema della programmazione e degli organici si incrocia con l’accesso ai corsi di infermieristica a Vicenza e con la capacità delle aziende sanitarie di coprire i posti necessari nei reparti e sul territorio.
Personale sanitario Veneto e schede ospedaliere: la richiesta di Bigon
La consigliera richiama la Relazione sociosanitaria regionale: secondo i dati citati nella sua dichiarazione, al 31 dicembre 2024 i dipendenti erano 62.886, con un costo complessivo di 3,26 miliardi di euro. Sono cifre riferite all’anno indicato, non un conteggio degli organici attuali né una stima dei posti vacanti. Per Bigon il nodo è rendere più efficaci i bandi che faticano ad attirare candidati e valorizzare chi già lavora nella sanità pubblica, riducendo la spinta verso il privato, altre regioni o l’estero.
Il timore sulle prossime schede. Bigon teme inoltre che, nella futura definizione delle schede ospedaliere, servizi previsti ma non ancora attivati per mancanza di personale possano essere tagliati o ridimensionati. È una preoccupazione espressa dalla consigliera, non un taglio deliberato: nella nota non sono indicati reparti o presidi per i quali sia stata adottata una simile decisione. La richiesta alla Regione è di non trasformare le difficoltà di assunzione in una riduzione permanente dell’offerta pubblica.
Bigon ringrazia infine i comitati promotori dell’incontro per la raccolta firme e il lavoro degli sportelli territoriali. La loro mobilitazione, nella sua lettura, tiene insieme i tempi delle prestazioni, l’effettiva apertura dei servizi programmati e le condizioni di chi vi lavora. Il punto da verificare nelle prossime scelte regionali sarà se il personale sanitario Veneto disporrà di strumenti e risorse adeguati e se le schede ospedaliere conserveranno i servizi promessi ai cittadini.






































