Pfas in Veneto (Miteni), azione collettiva da 40mila adesioni per 2 miliardi di euro

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Circa 40mila persone, residenti nelle aree del Veneto interessate dalla contaminazione di Pfas scaturita dalle lavorazioni della Miteni di Trissino, in provincia di Vicenza, ma con interessamento anche delle province di Verona e Padova, hanno aderito a una nuova azione collettiva, in procinto di partire.

L’azione di “Delex”, studio legale, ha messo nel mirino Mitsubishi e International chemical investors group, società controllanti di Miteni, i cui vertici sono stati condannati in sede penale a Vicenza nell’omonimo processo di primo grado. Undici condanne da 2 a 17 anni, per la precisione, e maxi risarcimenti, tra cui 58 milioni di euro al Ministero dell’Ambiente.

Secondo i promotori di questa ennesima azione legale di massa, il potenziale valore risarcitorio complessivo è di 2 miliardi di euro. Lo studio legale riferisce di aver ottenuto l’autorizzazione per l’accesso agli atti del processo.

Come precisa lo studio legale in una nota, viene promossa l’azione nei confronti delle società “per aver sversato per anni nel suolo e nelle acque dei territori delle provincie di Verona, Vicenza e Padova i composti Pfas prodotti da Miteni, omettendo non solo di eseguire le opere di messa in sicurezza e di bonifica del sito industriale, ma anche di segnalarne l’inquinamento alle autorità competenti in violazione della normativa ambientale”.

I cittadini potenzialmente danneggiati dall’inquinamento sono i residenti in Veneto che presentano concentrazioni di Pfas oltre i limiti di tolleranza stabiliti dalle autorità sanitarie, chi ha contratto patologie correlate all’esposizione ai Pfas, i proprietari degli immobili nelle aree contaminate, e i residenti che hanno subito le conseguenze psicologiche legate alla paura di contrarre patologie.