
La proposta di deliberazione della Giunta regionale del Veneto, relativa alle pre-intese sull’autonomia differenziata prosegue la sua marcia nelle commissioni consiliari regionali: oggi ha incassato i pareri favorevoli nella seconda e terza. Analogo risultato si era verificato ieri.
La proposta – lo ricordiamo -, presentata martedì in Prima commissione, dove si trova incardinata, riguarda l’adozione di due schemi di intesa definitivi tra il Governo della Repubblica Italiana e la Regione del Veneto relativi all’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materia di protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, nonché di tutela della salute.
L’iter istruttorio proseguirà nella Prima commissione consiliare, convocata domani, venerdì 21 agosto, alle 10 e 30.
Autonomia Veneto, assessore Bitonci: “Con l’intesa sulle professioni un altro passo avanti su occupazione e servizi”
L’assessore regionale allo Sviluppo economico della Regione Veneto, Massimo
Bitonci, ha commentato positivamente il percorso della proposta, dopo aver partecipato alla seduta in terza Commissione consiliare.
“Con questa intesa il Veneto compie un altro passo concreto verso una piena autonomia – dichiara – Per la prima volta una Regione potrà istituire e disciplinare professioni di rilievo regionale, legate alle vocazioni del nostro territorio: penso al turismo esperienziale in laguna, montagna, città d’arte e distretti produttivi, alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla sostenibilità e alla digitalizzazione. Sono ambiti in cui oggi mancano regole nazionali dedicate, e che il Veneto potrà finalmente disciplinare con tempi e criteri più vicini alle imprese e ai professionisti del territorio”.
L’intesa attribuisce alla Regione la possibilità di definire standard formativi, requisiti di accesso e percorsi abilitanti per le nuove figure professionali, oltre a istituire e gestire i relativi elenchi regionali. Una novità che, secondo l’assessore, potrà tradursi in tempistiche ridotte per l’accesso alla professione: “Oggi – ancora Bitonci – il riconoscimento di una qualifica professionale può richiedere fino a 12 mesi attraverso le procedure statali. Con la competenza regionale puntiamo a procedimenti più snelli, sempre nel rispetto della normativa nazionale ed europea, per dare risposte più rapide a chi vuole lavorare e investire in Veneto”.
L’assessore Bitonci evidenzia anche la ricaduta occupazionale attesa dal provvedimento: “Le prime stime parlano di 2.000-4.000 nuovi posti di lavoro nell’arco di un triennio, concentrati nei settori turistico, culturale e digitale, oltre a un contributo importante nel contrasto al lavoro sommerso. Sono numeri che confermano come l’autonomia, se ben utilizzata, sia uno strumento di sviluppo economico e non un tema puramente istituzionale”.






































