Premio Betti a Vinitaly, Sandro Gini simbolo del Soave tra tradizione e innovazione

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VinItaly, Premio Betti a Sandro Gini
VinItaly, Premio Betti a Sandro Gini

Il Premio Betti a Sandro Gini celebra a Vinitaly 2026 uno dei protagonisti della viticoltura veneta e del Soave: un riconoscimento alla qualità, alla ricerca e a una storia familiare lunga oltre quattro secoli.

Premio Betti a Sandro Gini, il riconoscimento di Vinitaly 2026

Il Premio Betti a Sandro Gini è uno dei riconoscimenti più significativi assegnati nell’edizione 2026 di Vinitaly, dove l’enologo e titolare dell’azienda Gini Viticoltori di Monteforte d’Alpone è stato premiato per il suo contributo alla valorizzazione del patrimonio enologico italiano e veneto.

A consegnare il Premio Angelo Betti – Benemerito della Viticoltura 2026 è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, nel corso della cerimonia ufficiale ospitata all’Auditorium Verdi di Veronafiere.

«Le più sincere congratulazioni a Sandro Gini», ha dichiarato Bond, definendolo «ambasciatore autentico dei valori del sistema vitivinicolo veneto», capace di coniugare qualità, innovazione e fedeltà alla tradizione.

Nato nel 1958 e enologo dal 1979, Sandro Gini rappresenta una delle figure più autorevoli del panorama vitivinicolo del Veneto. La sua famiglia coltiva la vite nel territorio del Soave dal 1570, arrivando oggi alla quindicesima generazione.

Nel 1985, insieme al fratello Claudio, assume la guida dell’azienda di famiglia, avviando un percorso improntato alla sperimentazione e alla ricerca. Fin dagli esordi si distingue per un approccio pionieristico, con particolare attenzione alla biodiversità, allo studio dei lieviti indigeni e a pratiche innovative in cantina, come la scelta di eliminare l’anidride solforosa in alcune fasi della vinificazione.

Il principio guida del suo lavoro è sempre stato chiaro: qualità prima di tutto. Una filosofia che si traduce nella cura delle vigne storiche, alcune delle quali arrivano a 150 anni di età, e in una vinificazione capace di esaltare le peculiarità di ogni cru e di ogni vendemmia.

Il riconoscimento ricevuto a Vinitaly premia dunque non solo una carriera personale, ma anche il ruolo avuto da Gini nella crescita qualitativa e reputazionale del territorio del Soave a livello internazionale.

Nel suo percorso professionale ha avuto anche un importante ruolo istituzionale come presidente del Consorzio di tutela del Soave dal 2018 al 2023, contribuendo in modo decisivo al riconoscimento, nel 2022, delle colline del Soave come patrimonio agricolo di rilevanza mondiale da parte della FAO.

Il Premio Betti a Sandro Gini assume così il valore di un tributo all’intero sistema vitivinicolo veneto, fondato su tradizione, innovazione e capacità di rappresentare il territorio nel mondo.