
I ratti a Vicenza sono al centro di un’interpellanza presentata dal consigliere comunale Raffaele Colombara, che chiede più risorse e interventi continuativi di monitoraggio.
Le segnalazioni raccolte durante l’estate e l’autunno 2026 riguarderebbero soprattutto parchi, aree verdi, zone vicine a corsi o raccolte d’acqua e spazi prossimi alle isole ecologiche. Colombara ha rivolto sette domande al sindaco e all’assessore competente, chiedendo al Comune di Vicenza un quadro aggiornato delle presenze e degli interventi effettuati.
Il tema si collega alla gestione della fauna urbana e alle recenti segnalazioni nel Parco Querini, dove non erano emerse conferme sanitarie sulle presunte aggressioni attribuite alle nutrie. Nel nuovo atto consiliare l’attenzione è invece concentrata sui roditori e sulle misure preventive.
Il consigliere riconosce che il Comune dispone già di un servizio di derattizzazione e disinfestazione, coordinato dagli uffici e affidato a una ditta specializzata. Ricorda inoltre i riscontri ricevuti dopo precedenti segnalazioni e il lavoro svolto da Valore Ambiente. Proprio l’aumento apparente degli avvistamenti, tuttavia, renderebbe opportuno verificare se risorse e modalità operative siano ancora adeguate.
Ratti a Vicenza, le sette richieste dell’interpellanza
Colombara domanda se nel 2026 sia stato registrato un incremento rispetto agli anni precedenti, quali quartieri risultino maggiormente interessati e come vengano programmati gli interventi. Propone inoltre un coordinamento più stretto tra Servizio Ambiente, Valore Ambiente, gestori dei rifiuti, manutentori del verde e impresa incaricata della derattizzazione.
Tra le richieste figurano una mappatura aggiornata delle aree in cui il problema tende a ripresentarsi, interventi più mirati e continuativi e l’eventuale aumento degli stanziamenti. L’efficacia delle misure, secondo l’interpellanza, potrebbe essere valutata attraverso indicatori quali andamento delle segnalazioni, tempi di risposta e ricorrenza delle presenze negli stessi luoghi.
L’obiettivo dichiarato non è contestare il lavoro svolto, ma fornire agli operatori strumenti adeguati per affrontare un fenomeno percepito come crescente e tutelare igiene, vivibilità e fruizione degli spazi pubblici.


































