
Tutelare anche a Vicenza i rider che perdono guadagni durante la sospensione delle consegne nelle ore più calde. Questa la principale rivendicazione emersa oggi nel corso di un’assemblea voluta da NIdiL, sigla della Cgil che rappresenta lavoratori atipici, autonomi, precari e disoccupati.
L’assemblea è stata organizzata per dare seguito alle mobilitazioni in tutta Italia e lo sciopero regionale veneto del 24 luglio a Padova, per fare il punto della situazione e strutturare la continuità della lotta.
“In questo frangente di emergenza – commenta Massimiliano Bianco, segretario di NIdiL CGIL Vicenza – chiediamo, innanzitutto, la sospensione delle consegne nelle fasce orarie a rischio climatico, senza alcuna perdita salariale o penalizzazione nel punteggio reputazionale.
Parallelamente c’è la richiesta di estendere gli ammortizzatori sociali con l’introduzione di tutele immediate contro la perdita di reddito causata da eventi meteo estremi anche per i lavoratori con contratti discontinui, autonomi o con collaborazioni occasionali.
A latere – ha aggiunto il sindacalista vicentino -, è necessario anche l’accesso ai criteri che determinano l’assegnazione delle corse con l’adozione di protocolli aziendali e territoriali vincolanti su salute e sicurezza e che vengano forniti in maniera gratuita e tempestiva i DPI estivi (punti di ristoro, acqua, integratori e dispositivi di protezione adeguati) a carico delle aziende datoriali”.
Nidil Vicenza: ecco come i rider perdono guadagni importanti
Dall’assemblea odierna è emerso che dopo l’emanazione dell’ordinanza regionale, quando le temperature superano i livelli di guardia, le piattaforme Glovo e Deliveroo bloccano alle 12 gli ordini per chi effettua le consegne in bici, fermando di fatto il lavoro per centinaia di rider in una delle fasce principali di attività.
“Al contempo – ancora Bianco -, senza che sia garantita alcuna forma di tutela o di ammortizzatore sociale per le ore di lavoro perso. Per molti di loro, perdere il lavoro della fascia del pranzo significa perdere più della metà del guadagno giornaliero, tanto che a fine luglio molti di loro avranno difficoltà a pagare affitto e bollette.
Mentre in altri settori – ha aggiunto – esistono ammortizzatori sociali per eventi meteo estremi, i rider rimangono completamente privi di tutele, costretti a scegliere tra il rischio di un malore per strada e l’azzeramento del reddito o la penalizzazione da parte dell’algoritmo”.
A metà mese, c’è stato un primo incontro a Roma tra sindcati, Confcommercio e Ministero dell’Industria. Isindacati hanno proposto la creazione di un fondo alimentato dalle piattaforme da attivare in caso di eventi meteorologici estremi. “Ad oggi però non c’è stata nessuna risposta concreta, ma solo un impegno a valutare le proposte in un successivo incontro”, ha concluso Bianco della Cgil Nidil Vicenza.
Il sindacato chiede inoltre l’intervento della Regione Veneto e la trasformazione da parte delle piattaforme di delivery del rapporto con i rider in lavoro subordinato, con tutti i diritti e le tutele previsti dalla legge e dal contratto collettivo di riferimento.






























