
Il futuro della nuova Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) nel quartiere Laghetto di Vicenza torna al centro del dibattito cittadino. Secondo quanto riportato da Il Corriere del Veneto, il management di Ipab Vicenza sta delineando due strategie per dare concretezza a un’opera attesa da anni, il cui valore complessivo si aggira intorno ai 15 milioni di euro.
L’operazione, inserita in un accordo programmatico che vede coinvolti Comune, Regione e Ipab, beneficia già di un finanziamento regionale di 5,3 milioni di euro. Per la restante parte, l’ente punta su un project financing con un gruppo di privati. In attesa del piano economico-finanziario definitivo, emergono ora due ipotesi per alleggerire l’impegno dei proponenti e accelerare l’iter.
Rsa Laghetto: ipotesi alienazione: terreni ai privati per ridurre i tempi di gestione
Una delle due ipotesi riguarda la gestione del patrimonio immobiliare dell’ente in via Beato Bartolomeo da Breganze. Ipab è proprietaria di un’area di circa 33mila metri quadrati suddivisa in due lotti. Poiché la nuova Rsa sorgerà solo su una di queste superfici, l’ente si è detto disponibile a valutare l’alienazione di una parte dei terreni a favore dei privati.
Questa mossa strategica permetterebbe di coprire una quota maggiore del quadro economico direttamente tramite il patrimonio di Ipab. Il vantaggio, come sottolineato dal management, sarebbe duplice: da un lato i privati dovrebbero impegnare meno risorse nell’immediato; dall’altro, Ipab potrebbe negoziare una durata inferiore della concessione per la gestione della struttura, mantenendo un controllo più saldo sul servizio nel lungo periodo.
Il “Conto Termico” e il futuro di San Pietro
Parallelamente, Il Corriere del Veneto tratteggia una seconda via legata agli incentivi statali del “Conto Termico 3.0“. L’idea di Ipab è quella di abbattere la struttura energivora di San Pietro, destinata a una profonda rifunzionalizzazione che esclude la funzione di casa di riposo a favore di soluzioni di co-housing, per trasferire gli incentivi sulla volumetria a favore della nuova costruzione al Laghetto.
Sfruttando la demolizione totale o parziale dei quasi 20mila metri cubi di San Pietro, l’ente potrebbe incamerare fondi ministeriali destinati a edifici ad alte prestazioni energetiche, contribuendo ulteriormente alla sostenibilità economica della futura Rsa di Laghetto, che ospiterà i 120 posti letto previsti dagli accordi.







































