Saldi estivi 2026, Confesercenti Veneto: incassi in calo e calendario da rivedere

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Saldi estivi 2026 davanti alla vetrina di un negozio

Confesercenti Veneto Centrale traccia un bilancio prudente dei saldi estivi 2026: acquisti diffusi, ma affluenza e incassi diminuiscono.

I saldi estivi 2026 si chiudono con una partecipazione ancora ampia dei consumatori, ma con risultati più deboli per molti negozi. Secondo l’indagine diffusa da Fismo Confesercenti Veneto Centrale, già impegnata da tempo in una riflessione sul calendario delle vendite promozionali, il 73,1% degli intervistati ha effettuato almeno un acquisto durante la stagione degli sconti.

Il dato sulla partecipazione non coincide però con una crescita del giro d’affari. Il 67% dei commercianti associati riferisce un’affluenza inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025 e stima una diminuzione degli incassi vicina al 10%. Un quadro coerente con le difficoltà già segnalate all’avvio dei saldi estivi, frenati dal caro-vita e dalla prudenza delle famiglie.

Saldi estivi 2026, negozi fisici preferiti ma spesa contenuta

La maggior parte degli acquisti si concentra nelle fasce più basse. Il 34,6% degli intervistati dichiara di aver speso meno di 50 euro e una quota identica tra 100 e 199 euro. L’11,5% si colloca tra 50 e 99 euro e un altro 11,5% tra 200 e 399 euro; soltanto il 7,7% arriva alla fascia compresa tra 400 e 599 euro.

Il negozio fisico conserva un ruolo centrale: il 73,1% degli acquirenti lo ha scelto come canale principale, mentre il 19,2% ha combinato punti vendita tradizionali e commercio online. Abbigliamento donna, calzature e abbigliamento uomo risultano le categorie più acquistate. Il 52% indica nel prezzo più conveniente la motivazione principale, davanti alla necessità di comprare prodotti specifici e alle promozioni considerate particolarmente interessanti.

La convenienza percepita rimane moderata. Sei consumatori su dieci giudicano gli sconti “nella media” e soltanto uno su otto li considera molto convenienti. L’88% ritiene inoltre questa stagione sostanzialmente in linea con le precedenti, un segnale di stabilità che non cancella la riduzione registrata dagli esercenti.

Nicoletta Allibardi, presidente di Fismo Confesercenti Veneto Centrale, sostiene che i saldi continuino a essere attesi, ma non siano più sufficienti da soli ad attivare la spesa. L’associazione chiede regole nazionali uniformi e una revisione delle date, perché gli sconti di fine stagione iniziano quando la stagione commerciale è ancora nel pieno.

La richiesta riguarda anche la concorrenza tra negozi e piattaforme online. La petizione promossa da Fismo per posticipare i saldi ha superato le tremila firme di imprenditori e punta a ridare trasparenza al mercato, tutelando il commercio di vicinato senza rinunciare all’innovazione digitale.