Protocollo Cecchettin in Veneto, il PD chiede dati su scuole, formazione e risultati

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Protocollo Cecchettin in Veneto, ritratto di Giulia Cecchettin

Il gruppo regionale del PD chiede dati sulle adesioni, formazione degli insegnanti e raccordo tra scuole, consultori, centri antiviolenza e servizi sociosanitari.

Il Protocollo Cecchettin in Veneto è oggetto di una nuova interrogazione presentata dal gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale. Gianpaolo Trevisi, Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo chiedono alla Giunta dati precisi sull’attuazione del percorso educativo, sulle adesioni delle scuole e sulle iniziative che l’amministrazione intende promuovere. La nota è stata diffusa dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto.

I primi firmatari propongono di sostenere gli istituti che scelgono di aderire, rafforzare il collegamento con consultori, centri antiviolenza e servizi sociosanitari e definire strumenti capaci di valutare qualità e continuità delle attività. Chiedono inoltre quale formazione venga garantita agli insegnanti.

L’interrogazione interviene nel confronto politico già aperto sul Protocollo Cecchettin nelle scuole e sulle differenti impostazioni educative. Il gruppo dem ritiene che la discussione debba concentrarsi sull’efficacia degli strumenti e sui risultati, evitando che i sospetti sull’educazione al rispetto blocchino il progetto.

I consiglieri citano dati Istat secondo i quali il 14,9% delle donne tra 16 e 75 anni avrebbe subito una forma di violenza fisica o sessuale prima dei sedici anni. Nella loro ricostruzione, oltre il 58% delle vittime di violenza sessuale durante l’infanzia non ne avrebbe parlato con nessuno.

Protocollo Cecchettin in Veneto, le richieste del gruppo PD

Trevisi, Luisetto, Bigon e Sambo sostengono che educare al rispetto e al riconoscimento delle relazioni violente possa favorire un intervento più precoce. Osservano che domande, paure e situazioni nascoste possono emergere quando ragazze e ragazzi incontrano adulti preparati e linguaggi adeguati alla loro età.

L’atto è sottoscritto dall’intero gruppo regionale del PD, compresi Giovanni Manildo, Antonio Dalla Pozza, Andrea Micalizzi, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano e Jonatan Montanariello. La Giunta dovrà ora rispondere sullo stato delle adesioni e sulle modalità operative adottate finora.

Il Protocollo Cecchettin in Veneto resta così al centro di una discussione che combina prevenzione della violenza, autonomia scolastica, formazione e valutazione dei percorsi. Le cifre e le proposte riportate sono quelle richiamate dai firmatari dell’interrogazione regionale.