Docente aggredito a Torino, il CNDDU chiede 100 milioni annui per la sicurezza nelle scuole

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sicurezza del personale scolastico, Romano Pesavento presidente del CNDDU

La sicurezza del personale scolastico torna al centro del confronto dopo l’aggressione a un docente di Torino: il CNDDU chiede un fondo nazionale da 100 milioni di euro annui.

La sicurezza del personale scolastico richiede, secondo il Coordinamento nazionale docenti della disciplina Diritti umani, una risposta strutturale. La presa di posizione segue l’aggressione avvenuta il 28 ottobre all’Istituto Carlo Grassi di Torino, dove un insegnante sarebbe stato colpito da uno studente quattordicenne con calci, pugni e il lancio di una sedia.

Il docente è stato trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco, mentre le cause dell’episodio sono ancora in fase di accertamento. Il CNDDU, presieduto da Romano Pesavento, collega la vicenda alla necessità di rafforzare prevenzione e procedure, proseguendo il dibattito già aperto sulla violenza giovanile e sull’educazione ai diritti a scuola.

Il Coordinamento distingue la comprensione delle fragilità personali o familiari dalla giustificazione della violenza. La competenza pedagogica, osserva, non può essere considerata una forma di difesa personale e gli insegnanti non dovrebbero affrontare situazioni improvvisamente pericolose senza protocolli e strumenti adeguati.

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La richiesta principale è l’istituzione di un fondo straordinario da 100 milioni di euro l’anno per il prossimo triennio. Le risorse dovrebbero finanziare formazione specialistica, procedure di prevenzione e intervento, équipe territoriali multidisciplinari e assistenza psicologica e legale per le vittime di aggressioni.

Tra le ipotesi avanzate compare anche una formazione all’autoprotezione e all’autodifesa professionale. Per il CNDDU non dovrebbe servire a trasformare i docenti in operatori della sicurezza, ma a riconoscere il pericolo, sottrarsi a un’aggressione e attivare correttamente le emergenze. Il Coordinamento precisa però che questa preparazione non può diventare un nuovo obbligo individuale destinato a compensare carenze organizzative.

Pesavento chiede infine una rilevazione nazionale uniforme degli episodi subiti dal personale, con criteri trasparenti e rendicontazione dei risultati. L’obiettivo è superare interventi legati soltanto all’emozione del singolo caso e costruire una politica verificabile per la sicurezza del personale scolastico.

Il documento integrale e i riferimenti del Coordinamento sono disponibili sul sito del CNDDU.