Veneto ed Emirati Arabi Uniti rafforzano il confronto su investimenti e innovazione

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Veneto ed Emirati Arabi Uniti, incontro a Palazzo Balbi su investimenti e innovazione

Veneto ed Emirati Arabi Uniti puntano a rafforzare i rapporti economici: a Palazzo Balbi il confronto ha riguardato investimenti, internazionalizzazione, innovazione e sostenibilità.

L’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci ha ricevuto l’ambasciatore emiratino in Italia Abdulla Ali AlSubousi, con la partecipazione della Dubai Chambers. La Regione ha presentato le opportunità offerte dal sistema produttivo e logistico veneto.

Tra i temi esaminati figurano la Zona logistica semplificata, concepita per attrarre capitali e nuovi insediamenti industriali, il ruolo strategico di Porto Marghera, il distretto manifatturiero del Nord e le iniziative sulle materie prime critiche. Il dialogo si inserisce nelle relazioni economiche delle imprese venete.

Veneto ed Emirati Arabi Uniti, i settori del dialogo

Dopo l’incontro bilaterale, rappresentanti delle associazioni di categoria e delle Reti innovative regionali hanno approfondito possibili collaborazioni nei comparti dell’aerospazio, dell’agroalimentare e dell’agricoltura, oltre che nei progetti legati alla transizione verde.

Bitonci ha definito gli Emirati un partner strategico e ha indicato come obiettivo l’attrazione di investimenti capaci di generare opportunità per il tessuto imprenditoriale regionale. La presenza di Dubai Chambers offre un canale operativo per collegare imprese, distretti e investitori dei due territori.

Il risultato dell’incontro dovrà ora essere misurato attraverso iniziative concrete: missioni economiche, accordi tra imprese, progetti di ricerca e possibili insediamenti. La Zls e Porto Marghera costituiscono i principali strumenti territoriali presentati, mentre i settori innovativi individuano gli ambiti nei quali trasformare il confronto istituzionale in collaborazioni industriali verificabili.

Per il sistema veneto la sfida è collegare l’apertura internazionale alle filiere locali, evitando che il dialogo resti soltanto istituzionale. Aerospazio, manifattura avanzata, agroalimentare e tecnologie ambientali possono coinvolgere imprese di dimensioni diverse, università e centri di ricerca. Saranno decisivi la definizione dei progetti, le condizioni degli investimenti e la capacità di creare ricadute occupazionali e produttive durature. Anche la cooperazione sulle materie prime critiche richiederà garanzie sulla sostenibilità, sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulla trasparenza degli accordi.