
Dati dell’Istituto superiore di sanità indicano che il 30% degli adulti riposa al massimo sei ore. Fra i bambini il 17% non raggiunge nove ore nei giorni di scuola.
Il rapporto tra sonno e salute resta una questione rilevante per prevenzione e qualità della vita. Uno studio dell’Istituto superiore di sanità, condotto nel 2019 su 3.120 persone, indica che il 30% dorme sei ore o meno per notte e che il 14% giudica insoddisfacente il proprio riposo.
I dati riguardano periodi differenti e non descrivono automaticamente la situazione attuale, ma mostrano la diffusione delle difficoltà. Durante il lockdown una successiva rilevazione dell’Iss registrò un aumento delle persone con sonno insufficiente e di quelle che ne lamentavano la scarsa qualità. Altri approfondimenti sui ritmi del sonno e sull’orologio biologico evidenziano il ruolo delle abitudini quotidiane.
Per i bambini, l’indagine nazionale OKkio alla Salute 2023, pubblicata nel 2025, segnala che il 17% dorme meno di nove ore nei giorni di scuola. Soltanto il 20,2% raggiunge almeno dieci ore. Le percentuali di riposo insufficiente risultano generalmente più elevate nel Mezzogiorno rispetto al Centro e al Nord.
Sonno e salute, le abitudini che favoriscono il riposo
Tra le indicazioni ricorrenti ci sono orari regolari, riduzione di smartphone e altri schermi prima di coricarsi, ambiente buio e silenzioso e limitazione di caffeina e alcol nelle ore serali. Anche pasti molto abbondanti possono rendere più difficile addormentarsi o mantenere un riposo continuo.
Attività fisica regolare, esposizione alla luce naturale durante il giorno e una routine serale rilassante aiutano a stabilizzare i ritmi circadiani. Per gli adulti l’indicazione generale è di dormire almeno sette ore, pur considerando differenze individuali e condizioni specifiche.
Le donne riferiscono più spesso una qualità insoddisfacente, mentre le difficoltà tendono ad aumentare con l’età e possono associarsi a condizioni socioeconomiche svantaggiate. Stress, ansia, preoccupazioni e luce serale interferiscono con i meccanismi biologici del riposo.
Il rapporto tra sonno e salute mentale funziona in entrambe le direzioni: riposare male può peggiorare concentrazione ed equilibrio emotivo, mentre uno stato di tensione può ostacolare il sonno. Se insonnia, risvegli o stanchezza persistono, la raccomandazione è rivolgersi a un professionista sanitario, evitando di considerare normale una condizione continua di affaticamento.



































