Trasporto pubblico, Vicenza a un bivio

Pochi utenti, risorse limitate e città sempre più congestionate: il futuro del trasporto pubblico locale dipende dalle scelte della politica e dalle abitudini dei cittadini

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trasporto pubblico a Vicenza, fermata autobus

(articolo dell'arch. Francesco di Bella da VicenzaPiù Viva n. 309, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Numerose ricerche (la relazione del CNEL sui servizi della Pubblica Amministrazione in via, pubblicata nel novembre 2024, o il Rapporto Audimob pubblicato da Isfort a fine 2025, o ancora il rapporto Pendolaria di Legambiente) fotografano chiaramente da anni le difficoltà del trasporto pubblico locale. In Italia solo 74 persone su 1000 utilizzano un mezzo pubblico per gli spostamenti quotidiani, il 7,4%, una percentuale inferiore rispetto alla media europea.

Il divario sussiste anche tra aree urbane e piccoli centri: il peso del trasporto pubblico nelle grandi aree urbane (oltre 250mila abitanti) raggiunge il 14,7%, contro il 4-5% dei centri più piccoli (meno di 50mila) e il 6% dei centri di media e medio-grande dimensione (fino a 250mila). Considerando che nelle grandi aree urbane vive solo il 15% degli italiani, la mobilità collettiva è particolarmente sottoutilizzata in ampie fasce della popolazione.
Stesso discorso per il numero di addetti: nel trasporto pubblico locale vi sono in Italia 11,3 addetti ogni 10 mila abitanti, una percentuale molto lontana da quella della Germania (25,8%), del Regno Unito (21,7%) e della media EU27.

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