Clubs Biancorossi, un libro racconta sessant’anni di storia, tifo e passione vicentina

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Clubs Biancorossi, autori e rappresentanti istituzionali alla presentazione del libro sui sessant'anni

I sessant’anni dei Clubs Biancorossi diventano un libro di oltre 200 pagine, costruito con testimonianze, fotografie d’epoca e schede aggiornate delle realtà che sostengono il Vicenza. Il volume è stato presentato a Palazzo Trissino.

“1966-2026, 60 anni di storia, tifo, passione”, pubblicato da Editrice Veneta, è firmato da Andrea Lazzari, Alessandro Lancellotti e Silvia Bon. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Giacomo Possamai, l’assessore allo sport Leone Zilio e i rappresentanti del Centro Coordinamento Emanuele Arena e Federico Pesavento. Il Comune di Vicenza ha illustrato il progetto editoriale.

Il libro ricostruisce non soltanto risultati e stagioni sportive, ma anche il ruolo sociale del tifo organizzato. I racconti di autorità, giornalisti, scrittori e protagonisti del calcio locale mostrano come il coordinamento sia rimasto un punto di riferimento anche nei passaggi più difficili della storia societaria.

Oggi il Centro riunisce 65 club distribuiti in città e provincia. La sua rete ha consentito di organizzare iniziative collettive e di mantenere un rapporto costante con squadra e istituzioni, in continuità con la lunga storia dello sport biancorosso vicentino.

Sessant’anni dei Clubs Biancorossi tra memoria e comunità

Possamai ha ricordato il legame viscerale tra Vicenza e la squadra, richiamando il Premio Città di Vicenza assegnato quest’anno al Centro di Coordinamento. Zilio ha sottolineato il valore di un interlocutore capace di rappresentare migliaia di tifosi e di contribuire a eventi come la festa promozione in piazza dei Signori.

Le foto e le schede dei club trasformano il volume in un archivio della partecipazione popolare, non in un semplice almanacco. Il progetto è stato sostenuto da BVR Banca Veneto Centrale. Attraverso le storie personali, il libro descrive un’identità collettiva che dal 1966 accompagna il Lane e unisce generazioni diverse. La pubblicazione offre così uno strumento per conservare nomi, luoghi e momenti che altrimenti rischierebbero di restare dispersi, restituendo al tifo organizzato una parte riconoscibile della memoria cittadina.