Commercio Vicenza, Carabinieri Nas chiudono tre negozi etnici in zona Stazione. Plaude la politica. Rucco polemizza

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Tre negozi etnici sono stati chiusi a Vicenza dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei carabinieri per irregolarità e circa 50 chilogrammi di alimenti sono stati sequestrati.

È l’esito di controlli svolti nei giorni scorsi dal Nas di Padova e dai militari del comando provinciale nell’area nevralgica della Stazione e di Campo Marzio. In tre attività gestite da cittadini extracomunitari – è emerso all’esito delle ispezioni – sono state riscontratate “condizioni allarmanti“.

Nello specifico, sono  emerse gravissime ed evidenti carenze igienico-sanitarie e strutturali, tali da costituire un grave pregiudizio per la salute pubblica. Oltre a ciò, è stata rilevata una grave omissione nell’applicazione delle procedure di autocontrollo HACCP e la totale assenza di rintracciabilità degli alimenti

Di conseguenza, i tre negozi etnici del centro di Vicenza sono state sospese con provvedimenti delle autorità competenti, scattati anche per la totale assenza dei titoli autorizzativi necessari per l’esercizio.

I carabinieri hanno inoltre sequestrato e disposto la distruzione e lo smaltimento di circa 50 chilogrammi di alimenti non tracciati, per un valore di circa 2.000 euro. I responsabili degli esercizi sospesi sono stati multati per un importo complessivo di 9.000 euro

L’Arma informa inoltre che, nel corso dei medesimi controlli, il Nas di Padova ha riscontrato irregolarità in altri 10 esercizi commerciali con erogazione di sanzioni per 6.000 euro dovute a carenze igienico-sanitarie e alla mancata attuazione delle procedure di  autocontrollo previste dalla legge. 

Negozi etnici chiusa a Vicenza: reazioni della politica cittadina

“grande soddisfazione” per l’operazione dei carabinieri è stata espressa dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai. “Le attività che vendono generi alimentari svolgono un lavoro particolarmente delicato per la salute dei loro clienti. Proprio per questo motivo il rispetto delle regole da parte degli esercenti di questi negozi è fondamentale e imprescindibile: i controlli delle forze dell’ordine sono dunque necessari per la tutela della sicurezza alimentare dei cittadini e dimostrano inoltre che chi trasgredisce viene individuato e pesantemente sanzionato, proprio come avvenuto per i negozi etnici in zona stazione”.

Il primo cittadino ha richiamato le attività analoghe svolte dalla Polizia locale che, ad inizio anno hanno condotto a chiusure anticipate e divieto di vendita alcol per alcuni locali del Quadrilatero. “I controlli proseguono e porteranno ad ulteriori risultati nelle prossime settimane”, ha concluso Possamai.

Sulla chiusura dei negozi etnici in zona staziona a Vicenza è intervenuto anche il parlamentare vicentino e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Silvio Giovine, che parla di “zero tolleranza” per le situazioni di illegalità. “Garantire legalità, sicurezza e qualità – conclude – significa difendere il tessuto economico sano dei nostri territori e tutelare i cittadini”.

“I controlli dei Carabinieri e del NAS tra zona Stazione e quadrilatero confermano che a Vicenza esiste un problema reale, che qualcuno ha provato troppo in fretta a liquidare come semplice polemica politica”, ha invece polemizzato Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto e consigliere comunale nel capoluogo berico. “Chi, a sinistra, oggi minimizza sbaglia due volte: nel merito e nel messaggio che dà alla città”.

Rucco richiama quindi la recente vicenda della pasticceria di Viale Milano: “Quando il deputato Giovine ha sollevato il caso, l’amministrazione Possamai ha provato a derubricarlo a opposizione becera. Ma i fatti di questi giorni dimostrano che non si trattava affatto di un episodio isolato o di una forzatura politica. Al contrario, avevamo acceso i riflettori su una pratica purtroppo più diffusa di quanto qualcuno volesse ammettere”.

Rucco ha quindi aggiunto che “non basta limitarsi a commentare i blitz quando arrivano le forze dell’ordine: serve un’amministrazione comunale più presente, più attenta e più proattiva, capace di prevenire e non soltanto di inseguire i problemi”.