Violenza sulle donne, Manuela Lanzarin: “anche il linguaggio dei media è prevenzione”

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?La cultura del rispetto tra uomo e donna – afferma in una nota della Regione Veneto l’assessore Manuela Lanzarin – si impara da piccoli, con l?apprendimento delle prime parole e dei codici primari di comportamento. Ma si continua a coltivare, giorno dopo giorno. I media hanno in questo una grande responsabilità: un titolo, un servizio, il taglio di una foto, un ?post? su FB, possono esprimere solidarietà o condanna, suggerire empatia con le vittime o con i carnefici, banalizzare un facile giudizio, conformare logori stereotipi oppure suggerire chiavi di lettura più complesse?.

E? quanto ha sottolineato l?assessore al sociale presentando oggi a Venezia, nella sede della regione, il corso di formazione per giornalisti promosso dall?ordine dei giornalisti e dai centri antiviolenza di Padova, Belluno e Venezia nell?ambito del progetto ?L?otto per tutte? finanziato dalla Regione Veneto con i fondi del Piano di azione nazionale contro la violenza sessuale e di genere.

Il piano di azione del Veneto ? ha ricordato l?assessore ? sostiene una rete di 43 strutture tra centri di ascolto e case protette e ha investito un milione di euro nella formazione degli operatori sanitari del sistema dell?emergenza e dell?urgenza, finalizzata a creare una rete di ?sentinelle?, di servizi e di centri territoriali attenti a prevenire, identificare e contrastare la violenza di genere. Ma il piano finanzia anche progetti di comunicazione, di iniziativa pubblica e privata, per sensibilizzare, educare e mettere in dialogo persone, esperienze, risorse e servizi. L?obiettivo ultimo è favorire la cultura del rispetto della persona sia negli stessi operatori sia nell?opinione pubblica in modo da abbandonare luoghi comuni e modelli pre-costituiti e, soprattutto, insegnare a riconoscere segnali di allarme per contrastare le relazioni fondate sul disequilibrio e sopraffazione.

?Il fenomeno delle relazioni affettive violente e, più in generale, delle sopraffazione di genere va letto sotto molteplici punti di vista e in tutte le sue dimensioni ? ha esortato l?assessore – proteggendo la dignità delle donne, ponendo attenzione ai minori coinvolti, ma cercando di lavorare anche con i soggetti ?maltrattanti?, decodificando e depotenziando i circuiti perversi che si instaurano tra vittima e carnefice. Prevenire la violenza sulle donne e, soprattutto, episodi di recidiva con esiti spesso mortali significa anche porsi il tema impervio e non sempre affrontato di come trattare i perpetratori di violenze?.