
Zaia al Memoriale armeno di Yerevan richiama il valore della memoria e rivolge un pensiero alla comunità armena del Veneto: «Il silenzio di questo luogo è carico di storia e dolore».
Zaia al Memoriale armeno di Tsitsernakaberd, a Yerevan, ha dedicato una tappa della missione istituzionale del Consiglio regionale del Veneto alle vittime del genocidio. Il presidente del Consiglio regionale era accompagnato dall’ambasciatore d’Italia in Armenia, Alessandro Ferranti.
La visita rientra nel programma della missione ufficiale in Armenia illustrata dal Consiglio regionale, avviata per consolidare relazioni culturali e istituzionali. Tra gli appuntamenti figura anche il forum europeo dedicato agli itinerari culturali, collegato al riconoscimento della Via Querinissima.
Davanti alle testimonianze conservate nel museo, Zaia ha descritto la visita come un momento solenne e profondamente commovente. Ha ricordato che le persecuzioni contro gli armeni, iniziate già alla fine dell’Ottocento, raggiunsero la fase più drammatica dal 1915. Secondo i dati richiamati dal Museo del Genocidio Armeno, tra il 1915 e il 1923 morirono circa un milione e mezzo di persone.
Zaia al Memoriale armeno: il pensiero alla comunità del Veneto
Il presidente si è soffermato soprattutto sulle fotografie dedicate ai bambini e alle famiglie. A suo giudizio, anche le immagini più dure devono essere conosciute e studiate, non per indugiare nell’orrore, ma per trasformare la memoria in consapevolezza e responsabilità personale.
Zaia ha quindi rivolto un saluto alla comunità armena italiana e, in particolare, a quella che vive in Veneto. Ha sottolineato il legame di queste famiglie con il territorio regionale e la loro capacità di custodire identità, storia e memoria pur essendo pienamente parte della società veneta.
La missione presenta anche un collegamento con il Vicentino attraverso la Via Querinissima, itinerario culturale che coinvolge Sandrigo e la tradizione del bacalà. Il percorso e il viaggio istituzionale erano stati illustrati nell’articolo dedicato alla presenza di Zaia in Armenia e al ponte culturale con il Vicentino.
La visita di Zaia al Memoriale armeno aggiunge così al programma istituzionale una dimensione storica e civile. Il messaggio conclusivo del presidente è che la formula “mai più” acquista significato soltanto quando il ricordo produce attenzione verso il presente e un impegno quotidiano contro nuove persecuzioni e guerre.

































