
Cambiamento climatico, il grande tema del nostro tempo, un argomento spesso trattato alla Scuola del Lunedì dei Ferrovieri – in passato con Marco Rabito e di recente con Marco Mina che ha parlato della salute delle foreste – e che ieri è stato riproposto attraverso l’intervento di Piero Pelizzaro che ha tenuto incollato il pubblico della Biblioteca La Locomotiva per due ore.
Il focus della “lezione” – nella scuola coordinata da Daniele Bernardini – dal titolo “Città resilienti: esempi di città che si organizzano contro i danni da cambiamento climatico“, è stato il racconto dei luoghi e delle scelte politiche fatte per affrontare il climate change in modo virtuoso e accorto.
L’appuntamento ha preso il via da un dibattito con il pubblico presente alla Scuola del lunedì iniziato con la domanda: “Voi dove vedete il cambiamento climatico?”.
La crisi climatica mette alla prova le città e i territori portando eventi atmosferici estremi, pertanto è ormai chiara la necessità di affrontare in modo urgente e attivo le problematiche legate al clima; restare impassibili non è più possibile, anche perché la natura si ribella alle azioni umane del passato prive di criterio.
A Vicenza alcune iniziative per combattere il cambiamento climatico sono già state messe in atto, ad esempio il controllo del RIC ovvero l’indice riduzione di impatto climatico: per ogni progetto urbanistico, ad ogni metro quadro di suolo consumato va garantita una compensazione di aree verdi, così come per ogni albero abbattuto ne vanno piantumati tre.
Il verde riduce la temperatura, purifica l’aria e permette alla pioggia di fermarsi al suolo e di non riempire il sistema fognario (impedendo le alluvioni). Se alcune iniziative la nostra città le ha messe in atto, ancora tanta è la strada da fare per cambiare rotta.
La narrazione si è spostata sulle grandi città: Piero Pelizzaro – che è stato direttore della Direzione di Progetto Città Resilienti del comune di Milano, dove ha coordinato la pianificazione urbana strategica, la definizione del Piano Aria e Clima e l’implementazione della strategia di resilienza – ha portato alla Scuola del Lunedì gli esempi delle attività e dei progetti proposti nella città lombarda.
Se Milano ha un trasporto pubblico potenziato che permette di lasciare a casa l’auto ed ha visto negli anni una riduzione delle auto – negli anni ’90 erano circa 83 le auto ogni 100 abitanti, scese a 51 prima della pandemia COVID-19 -, Bologna, altra città alla ricerca di un equilibrio sostenibile, ha scelto di imporre il limite di 30 chilometri orari, per motivi di sicurezza, inquinamento e per disincentivare l’uso delle macchine private preferendo auto, bicicletta e mezzi pubblici.
La depavimentazione è un’altra strategia messa in atto da alcune città e che consiste nel riqualificare le aree cementificate creando ad esempio delle aiuole; questo aiuta a combattere le ondate di calore e le alluvioni, oltre a preservare la biodiversità.
Spostando lo sguardo all’estero, a Barcellona si è imposto il modello “Città 15”, ovvero uno sviluppo di città policentrica, in cui i servizi al cittadino sono di prossimità e l’intensità sociale (l’esistenza di legami sociali) è incentivata, grazie alla vicinanza delle attività commerciali e di svago.
In chiusura, Pelizzaro ha lanciato un monito al pubblico presente: il cambiamento e la scelta di nuove strade può portare benefici a tutti e all’ambiente in particolare. A partire da piccoli gesti, come preferire mezzi pubblici e/o sostenibili oppure cambiare modus operandi, evitando di voler trovare parcheggio per forza davanti al negozio dove si deve andare. Quello che manca, in sostanza, è la volontà da parte di tutti di cambiare.
Chi è Piero Pelizzaro, ospite alla Scuola del lunedì
Piero Pelizzaro è Dirigente presso il Settore Patrimonio Ambiente e Capitale Naturale del Comune di Vicenza e fondatore di Climalia, società di consulenza specializzata nella fornitura di servizi climatici in Italia. Ha lavorato per Kyoto Club ed AzzeroCO2 ed è autore assieme a Pietro Mezzi del volume “La città resiliente- strategie e azioni di resilienza urbana in Italia e nel mondo” (ed. Altraeconomia 2016).
Dopo essersi laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, e poi in Economia e Politiche dell’Unione Europea all’Università di Bologna, ha fatto un master in Energy & Utilities Management di MEUM; successivamente ha lavorato all’Istituto per l’Ambiente di Stoccolma, dove ha imparato il concetto di resilienza.
Ha collaborato con diverse università italiane ed europee, lavorando anche per molte società energetiche, Comuni e per il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. È Direttore Scientifico volontario della no-profit Globe Italia e presidente del Circolo ACLI San Luis 1946 di Milano.
È un esperto di cambiamento climatico, pianificazione, resilienza e innovazione urbana, con esperienza in contabilità economica ambientale, scenari energetici e modelli di impatto dei cambiamenti climatici.
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