Vescovo Giuliano in carcere alla casa circondariale Del Papa di Vicenza per la Messa del 31 marzo. Forte il gesto della lavanda dei piedi e il richiamo al valore di chi accompagna detenuti e operatori nei percorsi di giustizia riparativa e reinserimento sociale.
Vescovo Giuliano in carcere, messa e messaggio di riconciliazione
Il vescovo Giuliano in carcere ha presieduto nella mattina del 31 marzo la celebrazione eucaristica nella casa circondariale “Del Papa” di Vicenza, in un momento di forte intensità spirituale e simbolica che ha coinvolto detenuti, personale e volontari.

Alla Messa, concelebrata da don Gigi Maistrello, cappellano del carcere, da padre Hiagi Motofaga e dal diacono Alessandro Savio, hanno partecipato alcuni detenuti, la direttrice Luciana Traetta, educatori, psicologhe, operatori sanitari, agenti di polizia penitenziaria e volontari. La liturgia è stata accompagnata dal coro di San Pio X.
Particolarmente significativo il gesto della lavanda dei piedi, compiuto dal Vescovo nei confronti di alcuni detenuti e di rappresentanti delle diverse realtà che operano all’interno della struttura: infermiere, personale amministrativo, volontari e agenti. Un segno che richiama il servizio reciproco e il valore della relazione umana anche in un luogo segnato dalla sofferenza.
Nell’omelia, il vescovo Giuliano in carcere ha scelto di proporre il racconto di san Francesco e il lupo di Gubbio, letto a due voci insieme alla direttrice. Un testo utilizzato come chiave di lettura per riflettere sulle radici profonde della violenza e della devianza.
«Spesso all’origine di una storia di delinquenza c’è una fame che non è fisica – ha spiegato mons. Brugnotto – ma una mancanza di affetto, una ferita profonda d’amore». Da qui il richiamo alla figura di san Francesco come ponte tra il lupo e la città, capace di intuire la sofferenza nascosta dietro la violenza.
Il Vescovo ha poi attualizzato il messaggio, parlando di quanti oggi operano nel mondo penitenziario e nella società per accompagnare percorsi di recupero e riconciliazione: «I Francesco di oggi sono coloro che hanno il coraggio di accompagnare passo dopo passo, aiutando a non fermarsi alla paura e alla diffidenza».
Il riferimento è andato a educatori, operatori sociali, volontari, agenti e a tutte le figure che contribuiscono ai percorsi di giustizia riparativa, reinserimento sociale e lavorativo.
Attualmente la casa circondariale Del Papa ospita circa 360 detenuti, con un organico composto da educatori, psicologhe e 170 agenti di polizia penitenziaria.
La presenza del vescovo Giuliano in carcere ha così assunto il significato di un forte richiamo alla dignità della persona e alla necessità di costruire ponti, dentro e fuori le mura del penitenziario.





































